Scuola

Posti in deroga disponibili divisi per regione: l’elenco aggiornato

Posti di sostegno in deroga, ce ne saranno migliaia anche nel 2026/27. Vediamo di capire come funzionano. Bisogna innanzitutto distinguere organico di diritto e posti di sostegno in deroga.

I posti in deroga

I posti in deroga sono posti aggiuntivi di sostegno, creati ogni anno quando quelli stabilmente previsti nell’organico non bastano a garantire agli alunni con disabilità le ore di sostegno necessarie. Non sono quindi posti “inventati” per assumere docenti, ma nascono dal fabbisogno concreto degli studenti.

Una scuola ha, per esempio, 10 posti di sostegno in organico di diritto. Durante l’anno emerge però, sulla base delle esigenze degli alunni e delle indicazioni contenute nei PEI, che ne servirebbero 14. L’amministrazione può autorizzare 4 posti in deroga. Quei quattro posti esistono realmente e devono essere coperti, ma appartengono all’organico di fatto, non all’organico di diritto.

Le sentenze in questo senso sanciscono che la mancanza di risorse economiche non può giustificare la mancata attribuzione del sostegno necessario. Se dalle esigenze documentate degli studenti risulta necessario un determinato numero di ore, l’amministrazione deve cercare di garantirle, anche aumentando i posti rispetto alla dotazione ordinaria.

I posti in deroga seguono normalmente questo percorso:

posti in deroga, utilizzazioni/assegnazioni provvisorie dei docenti di ruolo, posti rimasti liberi, supplenze da GPS.

Se dopo mobilità annuale e operazioni sul personale di ruolo rimangono posti in deroga disponibili, questi finiscono nell’algoritmo delle supplenze GPS.

Le scadenze

La supplenza sul posto in deroga normalmente termina il 30 giugno, cioè al termine delle attività didattiche, e non il 31 agosto, perché il posto non è considerato stabilmente presente nell’organico di diritto.

Supponiamo che in provincia ci siano 1.000 posti di sostegno in organico di diritto e altri 400 posti autorizzati in deroga.

I primi 1.000 possono essere utilizzati anche per immissioni in ruolo, perché fanno parte della dotazione stabile.

I 400 in deroga invece possono essere utilizzati per mobilità annuale e supplenze, ma non costituiscono normalmente disponibilità per le assunzioni a tempo indeterminato.

Una provincia può quindi avere centinaia di supplenti di sostegno ogni anno, magari per molti anni consecutivi, e contemporaneamente risultare senza altrettanti posti disponibili per le immissioni in ruolo.

Il problema politico e sindacale nasce proprio qui: molti di questi posti vengono autorizzati ogni anno, sistematicamente, quindi nella pratica il fabbisogno è stabile, pur continuando formalmente a essere classificato come “in deroga”.

C’è poi una particolarità per la scuola primaria: quando un posto o uno spezzone di sostegno viene dato a supplenza, al contratto devono essere aggiunte anche le ore di programmazione previste dalla circolare. Per esempio, fino a 11 ore di insegnamento viene aggiunta un’ora di programmazione; oltre le 11 e fino a 22 vengono aggiunte due ore.

I posti in deroga servono a garantire agli alunni le ore di sostegno necessarie quando l’organico stabile non basta; sono posti reali, ma temporaneamente collocati nell’organico di fatto e per questo, se arrivano alle GPS, danno normalmente supplenze al 30 giugno e non ruoli. Qui l’elenco aggiornato dei posti disponibili.