Con la presentazione della domanda per le max 150 preferenze, anche i docenti già di ruolo, possono comunque chiedere una supplenza da GPS. Però non è una possibilità esente da vincoli, dal momento che ci sono condizioni precise.
La norma in generale prevede che un docente assunto a tempo indeterminato può decidere, per un periodo limitato, di lasciare temporaneamente il suo posto “stabile” e accettare un incarico a tempo determinato. Perché dovrebbe farlo si chiedono i docenti precari che ritengono che questo diritto vada a vantaggio di chi è già “fortunato” essendo di ruolo, andando a togliere possibilità a chi invece “lotta” ogni anno per una cattedra? Di solito il docente di ruolo che chiede una supplenza lo fa per cambiare grado di scuola (ad esempio passare da medie a superiori), oppure per insegnare un’altra classe di concorso o tipologia di posto.
Quando lo fa, però, non sta “aggiungendo” un lavoro: sta proprio mettendo in pausa il ruolo. Infatti deve chiedere un’aspettativa non retribuita, quindi per quel periodo non prende lo stipendio da docente di ruolo ma quello della supplenza. La cosa importante è che non perde la titolarità della sua scuola, che resta “congelata” per un massimo di tre anni complessivi.
Quando accetta la supplenza, viene trattato come un supplente a tutti gli effetti. Questo significa che valgono tutte le regole dei contratti a tempo determinato, comprese ferie, diritti e anche eventuali sanzioni se rinuncia o abbandona.
La circolare del 2026 chiarisce meglio i limiti pratici. Un docente di ruolo che partecipa alle supplenze da GPS può scegliere solo incarichi annuali o fino al 30 giugno, quindi niente spezzoni o incarichi brevi. Inoltre non può prendere una supplenza sulla stessa materia e sullo stesso tipo di posto in cui è già titolare: deve essere qualcosa di diverso, altrimenti non avrebbe senso.
I docente di ruolo può usare le GPS per cambiare temporaneamente esperienza lavorativa, ma lo fa “mettendo in pausa” il suo ruolo, accettando tutte le regole dei supplenti e con alcuni paletti chiari su durata e tipologia dell’incarico.
