Fanno discutere i numeri dei posti autorizzati per il TFA Sostegno undicesimo ciclo, in particolare per il caso della scuola secondaria di secondo grado che inizialmente aveva beneficiato di zero posti da parte del ministero nel fabbisogno individuato. Scenario completamente ribaltato poi dalla programmazione effettuata dalle università che ha concesso a questo grado scolastico addirittura più posti di quelli destinati alla secondaria primo grado.
La programmazione dei percorsi
Non è una sorpresa, almeno per chi conosce del dinamiche dell’assegnazione dei posti per il Tfa sostegno, che il primo documento diffuso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito differisca dai numeri finali. Il primo documento infatti si riferisce al fabbisogno di docenti specializzati necessario al sistema scolastico, ma poi ci sono le valutazioni delle facoltà.
Le università, infatti, in base alla normativa, godono di autonomia nella programmazione dei percorsi, e possono fare scelte basate su criteri diversi, comprese logiche di mercato e basate sulla richiesta.
L’unico limite da rispettare è il tetto complessivo autorizzato, ma nell’ambito di questo contingente, possono muoversi liberamente. E così abbiamo assistito alla decisione di molte università di bandire più posti del previsto per la scuola secondaria di secondo grado.
L’autonomia delle Università
Se da un lato le università hanno deciso di rispondere alle richieste dei potenziali iscritti, dall’altro lato non si può non notare che il primo grado, con necessità di docenti di sostegno è maggiore, finirà per beneficiare di molti meno posti rispetto al secondo grado.
Al momento però alla scuola secondaria di secondo grado possono accedere più persone, e quindi la richiesta è maggiore. Ci sono infatti anche i candidati in possesso di diploma tecnico o professionale tra i potenziali candidati.
Dare più posti al secondo grado ha consentito di aumentare le possibilità di coprire tutti i posti disponibili, cosa che non sarebbe stato facile fare solo con i posti del primo grado. Il ministero in questo senso aveva dato indicazioni chiare, ma come detto alla fine sono i singoli atenei a prendere le decisioni finali e su questo il ministero, in base alla normativa attuale, non può interferire.
