La fine di gennaio si avvicina ma la questione della carta del docente è tutt’altro che risolta, con il bonus di 500 (ammesso che sia quella la cifra) ancora non erogato e senza alcuna comunicazione ufficiale da parte del ministero.
Il riaccredito del residuo
Sul sito ufficiale non ci sono novità rispetto all’ultimo messaggio emesso dal ministero riferito al riaccredito del residuo a.s. 2024/25. In base al messaggio, “i voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026”.
La formula della frase probabilmente è stata equivoca, perché ha portato in molti a pensare che la somma sarebbe stata accreditata a inizio gennaio, mentre probabilmente, e i fatti lo stanno dimostrando, i voucher arriveranno a fine mese. Con la speranza che non ci siano ulteriori ritardi. Ricordiamo che la modifica della calendarizzazione dei pagamenti dipende dall’allargamento della platea dei beneficiari che adesso è molto più estesa, anche ai tra cui i docenti con contratto al 30 giugno 2026 per i quali la nomina potrebbe essere arrivata anche dopo il 1° gennaio, su posti ancora liberi entro lo scorso 31 dicembre. Questo determina l’impossibilità di erogare prima il bonus, se non si è provveduto a individuare con certezza i beneficiari.
Un taglio del 25%?
A questo si aggiunge l’incertezza sull’importo che ogni docente percepirà, considerato che non è più garantita la soglia minima di 500 euro. Motivazione sempre da ricondurre all’allargamento della platea dei beneficiari cui non è corrisposto un aumento dei fondi a disposizione per il bonus.
Secondo il sindacato Gilda il taglio potrebbe essere addirittura del 25%. L’importo pro capite se così fosse potrebbe essere di soli 375 euro. Ma quel che preoccupa maggiormente, al momento, sono i ritardi nell’accredito. Buondonno (responsabile scuola Sinistra Italiana – Avs) fa “una domanda semplice semplice al ministero dell’Istruzione. Che fine ha fatto la Carta del Docente. Da settembre se ne sono perse le tracce, e poiché ai docenti italiani, tra i meno pagati d’Europa, quella carta è utile, facciano sapere qualcosa. La vogliono cancellare? La vogliono ridurre? Lo dicano apertamente”.