Con l’avvio degli esami orali per il concorso scuola PNRR 3, scatta ufficialmente il conto alla rovescia che porterà alla fine deli impegni dell’Italia con l’Unione europea. Questo significa che all’orizzonte si può cominciare a intravedere un maggiore margine di manovra da parte del nostro Paese nella scelta dei sistemi di reclutamento.
Gli impegni con l’Ue
I concorsi scuola ravvicinati degli ultimi anni, necessità degli impegni con Bruxelles, hanno evidenziato ancora una volta come non sia più sufficiente per la scuola italiana il canale delle selezioni pubbliche. Il livello di precariato resta alto a scapito della continuità didattica. Un problema per i supplenti ma anche per gli studenti, sia sul sostegno che su posto comune.
Se sul sostegno qualcosa si è mosso al fine di garantire maggiore continuità didattica (conferma del docente di sostegno su richiesta della famiglia, proroga d3llo scorrimento delle gps prima fascia sostegno e mini call veloce) su posto comune è ancora tutto fermo.
I nuovi sistemi di assunzione
Per questo i sindacati spingono per modificare in maniera strutturale il sistema di assunzione. Anief fa il punto sulle tempistiche delle graduatorie e torna a parlare di doppio canale di reclutamento, indispensabile per affiancare nuovi sistemi di assunzione come i nuovi elenchi regionali, a cui potranno accedere tutti i docenti che sono risultati idonei nei concorsi ordinari dal 2020 in poi, quindi anche i concorsi PNRR che sono concorsi ordinari.
Da queste graduatorie si attingerà per i residui. “Il nostro sindacato, l’ANIEF, si sta attivamente spendendo perché sia raggiunto quello che richiediamo da anni, cioè la definizione di un doppio canale di reclutamento che attinga per le immissioni in ruolo non solo dalle procedure concorsuali ordinarie, ma anche attraverso graduatorie regionali o provinciali, per far accedere quanti lavorano da anni nella scuola e hanno acquisito il diritto all’immissione in ruolo con la loro professionalità e sul campo”.