Algoritmo Gps, bocciatura definitiva: nuova condanna con risarcimento e punteggio in attesa delle modifiche dell’ordinanza

Proprio nei giorni in cui si attende la pubblicazione dell’ordinanza da parte del ministero che regolamenterà l’aggiornamento Gps per il prossimo biennio, contenente le tanto attese modifiche all’algoritmo, arriva da parte del Tribunale di Torino una nuova sentenza che in qualche modo conferma la necessità urgente di una modifica al sistema informatizzato di assegnazione supplenze che da anni viene utilizzato in estate e non solo per conferire gli incarichi a tempo determinato in maniera automatica dopo l’addio alle convocazioni in presenza.

Risarcimento e punteggio

I giudice piemontesi hanno confermato l’illegittimità del sistema informatizzato utilizzato per l’assegnazione delle supplenze da GPS. La decisione è stata quella di riconoscere il diritto di una docente precaria di ottenere la supplenza che l’algoritmo stesso, in virtù del suo meccanismo di funzionamento, le aveva illegittimamente negato.

Secondo quanto contenuto nella sentenza, il Ministero dovrà anche provvedere al risarcimento del danno da lucro cessante per l’importo di 19.551,14 euro, oltre interessi legali e spese processuali.

Secondo i giudici sussiste anche il diritto alla docente alla maturazione integrale del punteggio relativo all’anno scolastico 2024/2025.

In attesa delle modifiche con l’ordinanza

Come è stata motivata la sentenza e la decisione finale? Secondo i giudici l’interpretazione fornita dall’Amministrazione dell’ordinanza ministeriale che disciplina il conferimento delle supplenze da GPS va contro il criterio meritocratico e calpesta i principi di buona fede e correttezza. In altre parole, non è accettabile l’algoritmo così come funziona al momento perché si basa su un impianto procedurale fondato su automatismi informatici non adeguatamente governati.

Vedremo se l’ordinanza ministeriale che dovrà contenere le modifiche annunciate dal ministero al prossimo algoritmo sarà in grado di sanare queste criticità. In base a quanto anticipato dal ministero ai sindacati, dall’estate 2026 l’algoritmo dovrebbe essere completato con un sistema di ripescaggio che dovrebbe consentirgli di tornare indietro, assegnando gli incarichi a chi era stato saltato nei turni precedenti e non più considerando questi docenti rinunciatari involontari per sedi non espresse.