Carta docente 2026: entro il 30 gennaio certezze sull’importo e sulla data di pagamento

Come mai la carta docente non è ancora stata erogata? Per la prima volta dalla sua istituzione, il bonus non è stato erogato pochi giorni dopo l’avvio del nuovo anno scolastico, ma è stato necessario rinviare addirittura all’anno nuovo. Da cosa dipende questo ritardo e soprattutto l’incertezza che accompagna una delle misure più apprezzate degli ultimi anni nel mondo della scuola?

Cosa impedisce il pagamento del bonus

A bloccare ancora l’erogazione del bonus, è la mancanza del conteggio finale della platea dei docenti aventi diritto. Una volta completata questa operazione, resa più complicata dall’estensione della platea dei beneficiari, arriverà l’indispensabile decreto che stabilisca criteri, modalità di assegnazione e importo annuale della carta.

Proprio in virtù dell’ampliamento della platea dei beneficiari, ma non del corrispondente aumento dei fondi, l’importo di 500 euro consueto è tutt’altro che garantito.

Il ministero aveva assicurato che “i voucher per 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026”. Siamo quasi a metà del mese, ma del buono ancora nessuna traccia.

Dubbi sull’importo finale

La scadenza è confermata, come assicura l’avviso ancora presente sulla home page di cartadeldocente.istruzione.it. Un avviso peraltro datato, considerato che è comparso lo scorso 18 novembre 2025, giorno precedente all’accredito del residuo 2024/25. Accredito riservato ai docenti che avessero effettuato un accesso alla piattaforma nell’anno precedente.

Il residuo dell’anno scolastico 2024/25 è infatti stato riaccreditato il 19 novembre, ma non per tutti. In molti hanno segnalato di non aver recuperato l’importo spettante. Il motivo è il non aver effettuato nessun accesso alla piattaforma entro il 31 agosto 2025.

Ora si aspetta una comunicazione ufficiale sulla data di accredito o l’accredito diretto, che dovrebbe arrivare entro fine mese. Ma ci sono ancora alcuni dettagli da chiarire, come la possibile estensione della platea dei beneficiari anche ai supplenti con contratto al 30 giugno e la definizione del bonus pro capite, che come detto potrebbe variare rispetto ai soliti 500 euro accreditati sulla base della legge 105/2015.