La decisione del ministero di andare incontro alle richieste dei sindacati (portavoce delle rimostranze dei docenti coinvolti), rivedendo l’algoritmo per le supplenze in vista del prossimo anno scolastico, è stata presa anche in virtù delle tante sentenze che lo hanno dichiarato illegittimo e di cui il legislatore ha dovuto prendere atto.
La revisione dell’algoritmo
Per questo, la prossima ordinanza conterrà una revisione dell’algoritmo grazie alla quale lo stesso prevederà un sistema di ripescaggio pensato per non saltare i docenti rinunciatari involontari per sedi non espresse, tornando indietro.
Sono molte le sentenze recenti che hanno (compreso alcune delle Corti d’appello) confermato quanto sostenuto dai sindacati circa l’illegittimità del meccanismo dell’algoritmo nell’assegnazione delle supplenze.
Una delle più recenti è la sentenza della Corte d’Appello di Torino (n. 227 del 13 novembre 2025), c’è poi la sentenza della Corte d’Appello di Roma (n. 3414/2025) e quella della Corte d’Appello di Milano n. 979, resa in data 01.12.2025.
Le scelte al buio
I ricorsi dei sindacati e dei singoli docenti, convinti di essere stati penalizzati dall’algoritmo, si fondano sulla convinzione che, l’assegnazione delle supplenze avvenendo in base “al proprio turno di nomina”, non si basa sul quadro esaustivo delle disponibilità. Finora infatti l’algoritmo si è basato sui posti che in quel “turno” l’Amministrazione ha deciso di assegnare.
A rendere ancora meno “equo” il sistema, il fatto che l’assegnazione avviene “al buio”. Con questa espressione, si vuole intendere che al docente interessato non sono state comunicate le cattedre disponibili in quel “turno”. Per questo, il docente viene privato della possibilità di una scelta consapevole.
La domanda per le max 150 preferenze
Questo comporta che il docente, non conoscendo le sedi disponibili in quel turno non le ha indicare venendo considerato rinunciatario con il rischio di essere saltato dall’algoritmo per i successivi turni di nomina per l’intero anno scolastico.
Questo comporta che il merito viene spesso ignorato, con supplenze che vengono spesso assegnate a docenti con punteggio inferiore, grazie al fatto che i colleghi con punteggio maggiore non hanno ottenuto al proprio turno di nomina le cattedre disponibili indicate nella domanda per le max 150 preferenze.
Per questo, la prossima Ordinanza prevederà un nuovo sistema di “ripescaggio” per prendere in considerazione i docenti saltati nei primi turni di nomina.