Carta del Docente: “Siamo ancora molto in ritardo, a rischio l’importo di 500 euro”

Forte ritardo e rischio riduzione dell’importo erogato. I sindacati restano sul piede di guerra per quel che riguarda il pagamento della Carta del docente 2025/26, che dopo l’estensione della platea dei beneficiari ha subito cambiamenti positivi solo per i nuovi aventi diritto, con ripercussioni per quanti la percepivano già da anni e che adesso vedono cambiare tempistiche dei pagamenti e importo finale.

Le tante incertezze

La carta del docente da quest’anno è stata estesa anche ai supplenti annuali. Una decisione senz’altro positiva, che ha ridotto la discriminazione nei confronti dei docenti con contratto a tempo determinato rispetto a quelli di ruolo. Ma questa estensione della platea dei beneficiari, per il momento, ha comportato anche ritardi, incertezze e criticità.

E così ad anno scolastico abbondantemente iniziato (solitamente la carta del docente era disponibile qualche giorno dopo l’inizio delle lezioni a settembre), non ci sono ancora certezze per quel che riguarda tempi, modalità di accesso e importo.

I sindacati, Anief in primis, segnala che “siamo molto in ritardo e purtroppo non è una novità. I docenti di ruolo vedono già il residuo del 2024/25. Chi non lo visualizza probabilmente non ha effettuato alcun accesso lo scorso anno. Dovrebbero invece vedere il residuo 2024/25 anche coloro che avevano una supplenza fino al 31 agosto”.

200mila beneficiari in più

Come detto la nuova carta del docente è un diritto anche per i supplenti al 30 giugno, categoria inclusa grazie all’ultimo emendamento approvato a ottobre.

Questi docenti stanno per visualizzare la Carta in questo mese. A giorni se non ci saranno ulteriori ritardi verrà caricato anche il nuovo importo per l’anno scolastico 2025/26. Resta però lo spettro di una possibile decurtazione rispetto all’importo classico di 500 euro.

La platea adesso è di circa 200 mila persone in più, ma i fondi a disposizione sono rimasti di fatto invariati. Altra novità è che la Carta non sarà più legata esclusivamente alla formazione ma potrà essere impiegata anche per i trasporti, in attesa di circolari che ne definiscano i dettagli.