Arretrati docenti 2026: ancora possibile il pagamento a gennaio con un’emissione speciale

Gli importi per docenti e ata del mese di gennaio sono già disponibili online, e come previsto non sono comprensivi degli aumenti e degli arretrati inerenti il rinnovo di contratto scuola firmato nelle scorse settimane. Ma allora quando verranno accreditati gli aumenti e gli arretrati previsti dal nuovo contratto per docenti e ATA, comprensivi anche del bonus una tantum di circa 140 euro in media accordato dal ministero nell’ambito del rinnovo di contratto scuola?

Gennaio ancora in lizza

Non c’è ancora una data precisa e definita: si parla di gennaio o febbraio 2026, non si dovrebbe andare oltre questa data. Ma se l’importo di gennaio è già online e non comprende arretrati e aumenti, com’è possibile che si parli ancora del primo mese dell’anno come candidato per il pagamento di queste somme? Perché, come accaduto anche in circostanze simili a questa, il ministero e il governo potrebbero decidere di corrispondere queste cifre mediante il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) con un’emissione speciale. In questo modo verrebbero aggiornati gli stipendi con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

Il pagamento degli arretrati comprende principalmente l’anno 2024. Consentono il ricalcolo dell’aumento mensile per tutti i profili classe stipendiale. Ne vengono corrisposte 13 mensilità. Da questo importo, bisogna però togliere la somma già percepita sotto forma di indennità di vacanza contrattuale, già assicurata per tutto il 2024, incluso dicembre.

Le somme ancora da ottenere

Questo comporta una percezione degli aumenti stipendiali limitata, se si considera che è già stato anticipato oltre il 60% dell’importo complessivo. Resta da ottenere il restante 40% sotto forma di arretrati, sia per il 2024 che per il 2025.

L’indennità invece corrisponde ai risparmi interni al sistema scolastico. E’ il caso di fondi non utilizzati per il fondo d’istituto e risorse destinate alla valorizzazione del personale ATA, che infatti percepirà una tantum maggiore rispetto ai docenti, in virtù dei 61 milioni accantonati per la loro professionalità.