L’importanza del doppio canale di reclutamento diventa sempre più evidente, soprattutto alla luce del fallimento dei concorsi scuola come strumento di immissione in ruolo e riduzione del precariato. Il canale concorsuale, come hanno anche dimostrato i ravvicinati Pnrr insufficienti a ridurre la supplentite, si dimostra spesso inefficace e insufficiente.
L’esclusione di candidati meritevoli
Proprio questo elemento è emerso evidente per quel che riguarda le tematiche legate agli esiti delle procedure concorsuali. In virtù delle ultime novità normative e procedurali, è emerso evidente come il punteggio ottenuto sia decisivo per determinare il successo o meno in vista dell’immissione in ruolo.
Il paradosso, è che in virtù dei nuovi meccanismi, anche candidati con voti alti possono restare esclusi. Una delle condizioni più frustranti che si possono rappresentare è quella per cui anche chi ottiene punteggi elevati corre il rischio di rimanere fuori dal ruolo.
Situazione particolarmente frequente nel momento in cui i posti disponibili sono inferiori al numero di candidati con voti alti. Insomma non sempre la preparazione è sufficiente a premiare il candidato, e a parità di preparazione si può avere la sfortuna di capitare in regioni o classi di concorso ad alta concorrenza.
Le classi di concorso con pochi posti
L’istituzione del doppio canale di reclutamento potrebbe servire proprio a sanare questo difetto strutturale dei concorsi scuola. Superare le prove concorsuali e ottenere un punteggio elevato non costituisce garanzia automatica di assunzione. Una situazione che si configura spesso nelle classi di concorso con un numero ridotto di posti. Sono molti i candidati che anche con punteggi alti non hanno la certezza del ruolo.
Tutto si gioca infatti nel rapporto tra candidati e posti autorizzati, che influisce direttamente sull’esito della selezione. E così non è raro che alcuni candidati, nonostante abbiano ottenuto ottimi risultati, restano fuori dall’immissione in ruolo.