Firmato ufficialmente oggi, come previsto, il rinnovo del contratto 2022-24. Troppo tardi per garantire aumenti e arretrati entro fine anno, come aveva ammonito l’Aran prima dell’estate. Proprio l’estate rappresentava lo spartiacque temporale utile a sancire un rinnovo che, se firmato entro quel periodo, avrebbe consentito di assicurare aumenti, bonus una tantum e arretrati entro Natale, come avvenne in occasione dello scorso rinnovo contrattuale scuola.
Prima la parte economica, poi quella normativa
E invece si è andati lunghi, addirittura si è deciso di scindere la parte normativa da quella economica, altrimenti il 2025 sarebbe terminato senza firma. Nonostante questo, si è arrivati a ridosso delle festività natalizie per arrivare alla definizione ufficiale a livello burocratico di un rinnovo su cui ci si era già accordati nelle scorse settimane.
Le tempistiche per la liquidazione di aumenti, arretrati e bonus sono quelle anticipate nelle scorse settimane: non prima della fine di gennaio, o addirittura l’inizio di febbraio. In quel periodo arriverà il saldo dei benefici economici previsti dal contratto, sotto forma di aumenti. Ci sono poi gli arretrati spettanti con decorrenza dal 1° gennaio 2024 (e per una piccola parte dal 1° gennaio 2025), che costituiscono la parte più corposa a livello economico: dai 1.400 ai 2.200 euro circa per il personale docente e dai 1.300 ai 2.500 per il personale ATA.
Gli aumenti previsti e il prossimo contratto
Ogni dipendente scolastico riscontrerà un aumento di stipendio del 6 per cento. Aumento non sufficiente ad adeguare gli stipendi della scuola ai colleghi della pubblica amministrazione e alla media europea, ma è un passo avanti. Soprattutto, considerato che ipotizzare un aumento di fondi per questo contratto era utopistico, chiudere l’attuale trattativa consente di avviare il confronto sulla prossima, per la quale sono già stati stanziati i fondi relativi.
Già a gennaio sarà possibile avviare la trattativa per il contratto 2025-2027, possibilmente prima che il triennio scada, andando oltre il malcostume che ha caratterizzato gli ultimi rinnovi. Gennaio-febbraio sarà anche il periodo in cui verrà sbloccata la carta del docente.