Poco o nulla è stato fatto dal ministero e dal Governo per risolvere la questione del precariato docenti, che anche quest’anno fa registrare numeri in crescita anziché mostrare una regressione che consentirebbe di far sperare in una riduzione della supplentite.
Gli interventi ministeriali
E’ ancora troppo ampio il ricorso ai contratti a tempo determinato, con i precari che costituiscono loro malgrado la spina dorsale della scuola italiana. Per protestare e far sentire la propria voce, Flc-Cgil ha protestato davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito a Roma.
Le politiche del ministero degli ultimi mesi si sono concentrate sui nuovi Corsi Indire per la specializzazione sul sostegno per triennalisti e specializzati estero e sulla conferma del docente di sostegno su richiesta delle famiglie. Interventi importanti, ma lontani dalla risoluzione del precariato.
Il ripristino delle graduatorie di idonei dei concorsi è sicuramente un passo in avanti, ma applicata con proporzioni insufficienti per rappresentare una soluzione. Sullo sfondo resta sempre l’auspicio dei sindacati di ripristinare il doppio canale di reclutamento docenti, che consentirebbe di affiancare al reclutamento da concorsi anche quello per titoli e servizi.
Le soluzioni dei sindacati
Flc-Cgil sottolinea come un docente su quattro e un lavoratore ATA su quattro sono precari, percentuale che supera il 50% nel sostegno. La Flc-Cgil chiede un piano straordinario di assunzioni per garantire stabilità, continuità didattica e diritti equivalenti tra personale a tempo determinato e indeterminato.
Necessaria anche una riforma della formazione iniziale e dei corsi abilitanti, che al momento guardano più all’interesse di chi lo organizza che ai fruitori finali. L’obiettivo secondo il sindacato dev’essere collegare la qualità della formazione a percorsi di stabilizzazione del personale e alla necessità di rafforzare gli organici.
