Nomine gps docenti: i bollettini del 10 settembre, le province in ritardo

Prosegue la pubblicazione dei bollettini contenenti le nomine gps per i docenti chiamati a firmare la presa di servizio in seguito a convocazione mediante algoritmo. L’anno scolastico ormai è iniziato, con molti studenti che hanno già sentito il primo suono della campanella e altri che lo faranno nei prossimi giorni.

Le regioni indietro

La disparità di velocità nelle varie province italiane diventa sempre più evidente, con alcune regioni decisamente in avanti nella procedura, capaci già di convocare per il secondo turno di nomine e altre irrimediabilmente indietro. Se la Puglia riesce quantomeno a sbloccare la situazione con alcune province (ma Bari resta ferma), in Campania la situazione resta drammatica con nessun bollettino ancora diramato.

Non va meglio nel Lazio, dove è vero che alcune province si sono sbloccate ma è altrettanto preoccupante l’attesa che riguarda un grosso bacino di utenza come Roma. Siamo ancora all’inizio della settimana, per cui c’è ancora tempo per rimediare e quantomeno non arrivare alla seconda metà di settembre in ritardo, ma è evidente come anche quest’anno si stia assistendo a una procedura che mostra tutti i suoi limiti in quanto a tempistiche (non) rispettate.

Le rettifiche dei punteggi

C’è anche l’incognita dell’affidabilità di molte convocazioni, considerato che per questioni di tempo alcune province hanno pubblicato le graduatorie in forma definitiva (cosa che ha riguardato tutti) ma bypassando la possibilità di presentare reclamo per eventuali errori materiali ravvisati dai candidati (cinque giorni messi a disposizione dalla maggior parte delle province).

Alcune graduatorie sono state inviate direttamente agli uffici scolastici che avranno il compito di verificare le graduatorie, con i rischio di assegnazioni e nomine che poi potrebbero essere revocate se fossero riscontrati errori nei punteggi e nelle posizioni in graduatoria dei candidati. Con conseguente penalizzazione nei confronti di chi ha visto privare il proprio turno di nomina di una cattedra che invece poteva essere nelle proprie disponibilità.

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