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Riforma docenti: classi concorso aggiornate periodicamente e modifica titolarità con corsi

Come saranno gestite le classi di concorso con il nuovo sistema di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria di I e II grado? Se da un lato sappiamo che dal 2018 ci sarà un concorso scuola biennale e che poi si accederà al Fit, meno chiara è la questione legata alla possibilità di modificare, per i docenti di ruolo, la propria classe di concorso di titolarità.

La questione è trattata dall’articolo 4 secondo cui le classi di concorso saranno riordinate e aggiornate periodicamente al fine di assicurare la coerenza tra gli insegnamenti impartiti, le classi disciplinari di titolarità dei docenti e le classi dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale e dei corsi di diploma di I e di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il nuovo sistema si propone anche di consentire, grazie al predetto riordino e aggiornamento, un più adeguato utilizzo professionale del personale docente in relazione alle innovazioni sugli insegnamenti introdotte dalla legge n.107/2015.

Il nuovo Regolamento sulle classi di concorso, il DPR n. 19/2016, sarà quindi oggetto di nuove modifiche, oltre a quelle necessarie per correggere gli errori formali e sostanziali riscontrati nello stesso dopo la pubblicazione.

Lo scopo quindi di questo nuovo corso della formazione dei docenti sembra quello di riordinare le classi di concorso in modo da ottimizzare l’impiego del personale docente. Ma ci sono anche sezioni pensate per assicurare flessibilità che consentano ai docenti già di ruolo di modificare la classe di concorso di titolarità. Infatti è scritto che:

“Nell’ambito della collaborazione di cui all’articolo 2, comma 3, e in coordinamento con il Piano nazionale di formazione di cui al comma 5 del medesimo articolo, sono organizzate specifiche attività formative riservate a docenti di ruolo in servizio che consentano di integrare la loro preparazione al fine di poter svolgere insegnamenti anche in classi disciplinari affini o di modificare la propria classe disciplinare di titolarità o la tipologia di posto incluso il passaggio da posto comune a posto di sostegno e viceversa, sulla base delle norme e nei limiti previsti per la mobilità professionale dal relativo contratto collettivo nazionale integrativo”.

Grazie a Scuole, Università e Istituzioni AFAM, saranno quindi disponibili attività formative finalizzate a integrare le competenze dei docenti già di ruolo. In questo modo potranno insegnare in classi disciplinari affini, modificare la classe di concorso di titolarità o la tipologia di posto (comune/sostegno).

La modifica della classe di concorso di titolarità o della tipologia di posto dovrà essere sempre caratterizzata dal rispetto delle norme del CCNI che regolano la mobilità professionale, quindi i passaggi di cattedra e di ruolo.

Ci saranno quindi corsi che consentiranno ai docenti di ruolo di ottenere le competenze necessarie ad accedere ad altre classi di concorso.

I vantaggi sono impliciti per i docenti in soprannumero in particolare, dal momento che potranno modificare la propria disciplina di insegnamento o tipologia di posto in modo da trovare più facilmente una cattedra disponibile.