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Immissioni in ruolo precari, percorsi differenziati per seconda e terza fascia

Vito De Filippo, sottosegretario al Miur, chiarisce alcuni aspetti del nuovo metodo di reclutamento docenti che tanto sta facendo discutere in quest avvio di 2017, tra critiche e incertezze. Lo fa in una intervista al quotidiano Italia Oggi. De Filippo sottolinea subito che ‘Non sarà una sanatoria’

‘Da un lato si affrontano problemi strutturali, dall’altro si offrono prospettive ai più giovani. Voglio ricordare che per i seconda fascia e i terza fascia ci saranno dei percorsi differenziati e in ogni caso tutti i docenti dovranno riconfermare la qualità del loro lavoro’.

Lo scopo del nuovo sistema, secondo l’esponente del Ministero, è garantire un nuovo sistema di reclutamento che dia l’opportunità ai giovani laureati di intraprendere la professione, attraverso la partecipazione ad un nuovo concorso; nello stesso tempo, la cosiddetta fase transitoria continuerà a dare una risposta al ‘precariato storico’.

Una prosecuzione della Buona Scuola, dunque. E il ritorno di Renzi ai vertici del Pd lascia presagire che in caso di successo alle elezioni, il percorso non si interromperà.

Fit e concorso scuola 2018, dunque. In mezzo la fase transitoria, proprio quella che genera più perplessità. Con cui provare a immettere in ruolo più docenti possibili, con il quasi totale azzeramento delle GaE della secondaria, e di Italiano e Latino, Chimica, Scienze Motorie, Matematica e Fisica nella secondaria di II grado. Grandi opportunità dunque per i docenti delle GaE e per i vincitori di concorso per la copertura del turn over.

I tempi? Quelli indispensabili e tecnici, quindi non brevi. Soprattutto al Sud dove la ‘concentrazione dei docenti è numericamente rilevante’. De Filippo non può esimersi dall’affrontare l’argomento riguardante l’esclusione dei docenti della scuola dell’infanzia e della primaria. La nuova delega, infatti, prende in considerazione unicamente i docenti della secondaria: ‘Non si poteva fare diversamente, ma già con l’altra delega, quella sull’istruzione 0-6 anni, daremo delle risposte ai precari di questo segmento, rafforzando l’infanzia. Ricordo, comunque, che continueremo ad assumere da Gae e, nel frattempo, cercheremo soluzioni più complessive’.