Graduatorie di Istituto

Diplomati magistrale in gae ultime news: graduatoria speciale salva maestre

Se appartieni alla categoria dei diplomati magistrali, rientri certamente in uno dei tanti gruppi di lavoratori che sperano nelle prossime elezioni per assistere a cambiamenti significativi per il proprio futuro. Gli ultimi mesi, infatti, per gli appartenenti alla schiera dei diplomati magistrali, sono stati caratterizzati dapprima dall’attesa, poi dalla speranza, infine dalla disillusione di una sentenza, da parte del Consiglio di Stato, che ha visto cadere gran parte delle speranze riposte nelle settimane precedenti.

Ad oggi, la situazione è che ci sono molte maestre che corrono seriamente di non poter più insegnare, proprio in virtù della direzione che ha preso la sentenza, per loro sfavorevole, del Consiglio di Stato.

Per chi ha visto esaurirsi ogni speranza, come appunto i diplomati magistrale, le elezioni rappresentano una opportunità, perchè con il nuovo Governo la situazione di certo non può peggiorare. Ma potrebbe migliorare. Come? Fermo restando che nessuno si aspetta che nei primi cento giorni di Governo questa questione sia trattata come una priorità, l’auspicio è che nel tempo il nuovo esecutivo, tra i provvedimenti da prendere per effettuare dei correttivi al mondo della scuola, possa varare una legge che estenda anche a loro il principio della “graduazione”.

Si tratta di un principio che esiste già, ma che è valido unicamente per la scuola secondaria. In questo senso sarebbe sufficiente, si fa per dire, un provvedimento estensivo. Ma non basterebbe. Bisognerebbe intervenire anche su quella porzione di legge della “Buona scuola” secondo cui dopo 36 mesi da insegnante precario, coloro i quali non hanno la fortuna di essere assunti a tempo indeterminato, devono di fatto ricominciare da zero.

Per abilitati di infanzia e primaria sarebbe necessario predisporre un vero e proprio canale ad hoc da far correre in parallelo a graduatorie ad esaurimento e a quelle di merito del concorso 2016. Lo scopo sarebbe quello di valorizzare a questi insegnanti l’abilitazione conseguita in percorsi accademici selettivi (laurea in Scienze della formazione primaria). Non solo: il tempo trascorso dietro la cattedra in aula non diverrebbe ‘tempo perso’ ma verrebbe valorizzato. Cosa che adesso non accade per i diplomati magistrali da tempo impegnati nella scuola.