Miur, Scuola

Addio alle gite scolastiche: il Dpcm blocca tutto

Sono le gite scolastiche le prime ‘vittime’ del nuovo Dpcm nella parte che riguarda la scuola. I viaggi d’Istruzione sono considerati fortemente a rischio, sia per il trasporto dei ragazzi sia per ciò che potrebbe avvenire per strada, nei musei, negli alberghi. Troppo poche le certezze di poter garantire distanziamento e rispetto dei protocolli.

Il decreto firmato da Conte e Speranza sentenzia che:

“Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.”

Addio alle gite scolastiche: il Dpcm blocca tutto

Non ci sono limiti temporali al divieto di gite scolastiche o gemellaggi, ma dal momento che il Dpcm ha validità 30 giorni e verrà aggiornato una volta monitorata l’evoluzione della pandemia delle prossime settimane, è prevedibile che possa essere prorogato almeno fino a fine anno. Ricordiamo che lo stato d’emergenza durerà fino al 31 gennaio.

Sì invece a attività di tirocinio e i percorsi per le competenze trasversali come l’alternanza scuola-lavoro, che per natura fanno correre meno rischio di assembramento.

Le riunioni collegiali di ogni ordine e grado, potranno essere svolte in presenza o anche a distanza.

Per quel che riguarda le Università, continuano a essere valide le linee guida del ministero dell’Università e della Ricerca fino a ora in vigore, con estensione a istituzioni di alta formazione musicale e coreutica.

Laddove non può essere garantita la didattica in presenza, le università dovranno garantire lezioni a distanza, con riguardo alle esigenze degli studenti con disabilità.

Le Università “devono assicurare laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione a esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni.”

Niente didattica a distanza per le superiori, almeno per il momento. La Azzolina non ne vuole sapere, le Regioni spingono per ridurre la capienza dei mezzi pubblici, che vorrebbe dire lasciare a casa gli studenti più grandi. Conte a riguardi temporeggia.