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Graduatorie Ata terza fascia: aggiornamento in bilico, ministero spinge per una nuova proroga

Bisognerà attendere il prossimo anno per l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia ATA. Al contrario di quelle valide per i docenti, infatti, e tenendo presente che il rinnovo del contratto potrebbe cambiare le carte in tavola per quel che concerne la parte normativa, le graduatorie per il personale ata hanno validità triennale.

Penalizzate le supplenze fino a giugno

L’ultimo aggiornamento è stato effettuato nel 2021. Ma tutto resta in sospeso fino a quando non verrà definita la questione dei titoli di studio e profili derivanti dal rinnovo del CCNL. La trattativa tra Aran e Organizzazioni sindacali in questo senso potrebbe comportare cambiamenti.

Nell’ultima occasione, la finestra temporale utile all’aggiornamento individuata dal ministero cadde ad aprile. Una scelta che in quell’occasione destò più di una polemica in virtù del fatto che secondo molti era una scelta temporale che andava a penalizzare chi aveva una supplenza fino a giugno.

Proroga delle graduatorie

E’ chiaro che al momento risulta molto difficile ipotizzare il mese in cui verranno rinnovate le graduatorie. Ufficialità naturalmente non ce ne sono e troppo tempo ancora manca per fare delle ipotesi che possano avere un senso. Addirittura bisogna mettere in conto che non c’è ancora alcuna certezza circa l’aggiornamento delle stesse nel 2024. Non è infatti ancora tramontata la linea di pensiero del Ministero che spinge affinchè si provveda a una proroga delle graduatorie come già accaduto nel 2017.

Inserimento dei titoli culturali

Se le linee guida non cambieranno, il prossimo aggiornamento avverrà in primavera. A meno che non si vorrà provvedere a sanare le problematiche riscontrate in occasione dell’ultimo aggiornamento spostando la procedura in estate. Questo consentirebbe di attendere coloro che acquisiscono il diploma a luglio.

In occasione dell’ultimo aggiornamento il Ministero ha da un lato concesso una proroga per le istanze al 26 aprile, ma dall’altro ha posto il ‘veto’ sui titoli. Infatti fu concesso ai candidati di inserire i titoli culturali e di servizio posseduti entro il 22 aprile precludendo la possibilità di inserire titoli con riserva.