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Organico aggiuntivo Ata 2022/2023: oltre 50mila precari in attesa, ma l’ordine del giorno viene bocciato

Dopo la decisione di interrompere bruscamente i contratti dell’organico covid con la scadenza degli stessi lo scorso giugno, non prorogandoli a oltre 55mila dipendenti fondamentali nel biennio di pandemia, un nuovo capitolo relativo alla possibilità di assumere organico aggiuntivo arricchisce la questione dell’insufficienza di personale nelle scuole.

Organico slegato dall’emergenza covid

Le iniziative dei sindacati e di singoli esponenti politici medianti ordini del giorno restano l’ultimo baluardo e la residua speranza di tornare a scuola per il personale ata appartenente all’organico aggiuntivo. Per questo la notizia della bocciatura dell’ordine del giorno al decreto aiuti quater del deputato del MoVimento 5 Stelle in Commissione istruzione alla Camera Antonio Caso è la conferma che le speranze in questo senso diventano sempre meno.

“Il Governo continua a mortificare oltre 50mila lavoratori precari del Personale ATA. Questo personale serve alle scuole indipendentemente dall’emergenza Covid, serve per farle funzionare e sono francamente basito dall’ennesima giravolta di questo Governo”.

Oltre 50mila lavoratori in attesa

Il fatto che l’organico Covid fosse stato sempre stato slegato dallo stato di emergenza legato alla pandemia aveva fatto sperare che ci fosse la possibilità di una proroga in virtù delle necessità delle scuole. Ma allo stesso tempo, le difficoltà dello scorso anno nel reperire i fondi necessari avevano fatto crescere il pessimismo.

“Peccato il governo abbia espresso parere contrario sulla proroga fino al termine dell’anno corrente del personale temporaneo aggiuntivo ATA, quando non più tardi di qualche mese fa, in campagna elettorale fu proprio l’attuale maggioranza a fare promesse agli oltre 50mila lavoratori. Pura ipocrisia, perché la Destra parla di nuova dignità della scuola, dei docenti, di voler valorizzare il merito e poi abbandona a casa migliaia di donne ed uomini vitali per il funzionamento dei nostri plessi scolastici” conclude il deputato.

Una battaglia che sindacati ed esponenti politici proseguiranno nonostante la sensazione che si tratta di una strada in salita sia sempre più concreta.