Scuola

Domani si va a scuola: ma non in tutta Italia, le scuole chiuse domani

Domani si va a scuola in tutta Italia, come previsto dai calendari regionali scolastici di inizio anno che prevedevano il rientro tra il 7 e il 10 gennaio. Nessuno aveva previsto, o comunque nessuno si augurava, che ci potesse essere una nuova impennata tale di contagi da far ipotizzare il ritorno alla didattica a distanza. Il Governo ci ha pensato, ma alla fine ha deciso di lasciare le scuole aperte e di consentire un rientro all’insegna della normalità, nei limiti del possibile.

L’ordinanza del Governatore De Luca

Fanno eccezione alcune realtà, locali, che hanno deciso di prendere iniziativa per lasciare le scuole chiuse ancora per qualche tempo, in attesa che la curva dei contagi possa scendere. E’ il caso della Campania, regione nella quale il governatore De Luca, pur non avendone i poteri, ha deciso di rimandare la riapertura delle scuole.

Il governatore Vincenzo De Luca ha deciso con una ordinanza la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. I virtù di questa ordinanza, le scuole in Campania non riaprono lunedì 10 gennaio come nel resto d’Italia. Scuole dell’infanzia, elementari, medie e asili nido rimangono chiusi fino al 29 gennaio. In attesa che il Governo, come già annunciato, non provveda a impugnare questa decisione illegittima.

La situazione rilevata sul territorio regionale della Campania corrisponde alla fattispecie, si legge nell’ordinanza, di “circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus Sars-Cov-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica”.

La decisione prudente della Sicilia

Anche in Sicilia le scuole resteranno chiuse, ma solo fino al 13 gennaio. La Regione ha ritenuto di modificare il calendario scolastico 2021-2022, riducendone di 3 giorni la durata originariamente prevista, pur sempre nel rispetto del numero minimo di giornate scolastiche.

“Al termine della riunione della task-force per la scuola, registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che ci chiedono di farci interpreti presso il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza” ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

“Lo abbiamo già fatto nei giorni scorsi e fino a ieri sera. Frattanto, la sensibilità che è stata evidenziata anche dai sindaci della Sicilia, non può lasciarci immobili, ma non possiamo neppure alimentare un inutile conflitto con il governo centrale che ha già annunciato di volere impugnare decisioni in contrasto con la legislazione vigente”.