Scuola

Contratto scuola ultime notizie: nulla di fatto, tutto rinviato al milleproroghe

Non arrivano buone notizie dalla manovra 2022 per la questione contratto scuola nei confronti dei docenti. In particolare, aspettavano risposte coloro i quali sono sottoposti al vincolo di mobilità. Una delle aspettative riguardava l’assegnazione provvisoria, ma alla fine il tutto si è risolto in un nulla di fatto.

Questione ancora in sospeso

Il tutto viene dunque rimandato al prossimo anno. Una questione che resta dunque in sospeso, e che delude tutto il mondo della scuola, unitamente ad altre questioni come quelle relative all’aumento degli stipendi.

Le aspettative riguardavano modifiche al vincolo triennale dei docenti mediante l’assegnazione provvisoria, grazie all’approvazione di un emendamento alla legge di bilancio presentata da alcune forze politiche. Il senatore della Lega, Mario Pittoni non nasconde la sua delusione: “I veti di una parte politica hanno purtroppo impedito che si ragionasse già in legge di Bilancio (ne riparleremo per il Milleproroghe o in un possibile e auspicato decreto Scuola) di assegnazione provvisoria dei vincolati e magari superamento del vincolo”.

Ora solo il decreto milleproroghe potrà consentire di trovare una soluzione. Il tema ha comportato uno stato di agitazione a dicembre. I sindacati hanno sottolineato come “sul tavolo della mobilità è necessario affrontare con tempestività il tema della continuità didattica e del servizio attraverso l’assunzione di tutti i precari e non costringendo le persone a lavorare in posti lontani dalla propria residenza”.

La strategia dei sindacati

La Cisl Scuola ha spiegato il concetto che c’è dietro la strategia portata avanti: “La proposta si muove su una linea di coerenza con le soluzioni già adottate nel precedente contratto, contemperando le esigenze di continuità con quelle di ricongiungimento al nucleo familiare da parte del personale; una coerenza che riguarda anche il metodo, analogo a quello seguito per il superamento in sede contrattuale della titolarità di ambito prevista dalla legge 107/2015”.

La palla ora passa al Ministero dell’Istruzione. Il fronte dei sindacati è compatto: “pensare di chiudere il CCNI sulla mobilità del personale scolastico, che peraltro, è stato oggetto di sciopero generale del settore, ci sembra un venir meno ad ogni logica negoziale, specie in assenza di un atto di indirizzo all’Aran per il rinnovo del CCNL che dovrà rinegoziare anche tale aspetto“.

Non solo scioperi nel prossimo futuro: si ipotizza anche di adire le vie legali: “Infine, con la presente vogliamo significare che la mancanza del rinnovo del CCNI, per il principio dell’ultrattività dei contratti, riporta la normativa al CCNI sottoscritto per il triennio 18/19- 19/20-20/21, ora scaduto che faremo valere in ogni sede, non ultima, quella giurisdizionale, nella sua formulazione originaria“.