Scuola

Maddalena Gissi aveva ragione: la proroga contratti covid ata si farà

La notizia che il Governo abbia deciso di stanziare nuovi fondi nella manovra da destinare alla scuola conferma le anticipazioni delle scorse ore. Maddalena Gissi aveva ragione: la proroga contratti covid ata si farà. Il Governo ha reperito nuove risorse per quasi 3,2 miliardi di euro, che certamente non potranno confluire tutti nel settore scuola. Ma una parte sì, e potrebbero contribuire a risolvere alcune delle questioni irrisolte che stanno portando agli scioperi proclamati in questo mese conclusivo dell’anno.

Non solo Ata: anche aumento di stipendio insegnanti

I fondi che Il Governo consegnerebbe di fatto al Miur avrebbero lo scopo di valorizzare il mondo della scuola, consentendo finalmente di arrivare a quell’aumento di stipendio nell’ambito del rinnovo del contratto che i sindacati e i docenti attendono da diversi anni. Non solo: si potrebbero finalmente sbloccare alcune questioni relative all’aumento degli insegnanti, consentendo così lo sdoppiamento delle classi più numerose, problema antico della scuola italiana diventato ora emergenza in concomitanza con la pandemia.

Nei prossimi giorni si capirà meglio come verranno impiegate e distribuite queste risorse. Al momento si può solo ipotizzare quali saranno i settori destinatari, in virtù delle proprietà che sindacati, dirigenti scolastici e personale della scuola hanno maggiormente indicato in questi anni.

Proroga contratti Covid, non solo ai docenti

Una parte sarà sicuramente destinata alla tanto attesa proroga dell’organico covid per il Personale ATA. Per i contratti dei docenti invece i fondi erano già stati reperiti all’interno del disegno di legge del Governo.

Lo aveva già anticipato nelle scorse ore Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola: nella Legge di Bilancio ci saranno le coperture per prorogare i contratti in scadenza al 30 dicembre 2021 fino al termine delle lezioni, sia per i docenti che per gli Ata. Una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo non solo ai diretti interessati, ma anche ai dirigenti scolastici e a tutti gli istituti che beneficeranno dell’apporto del personale in organico.