Proroga ata covid 2022: ecco perchè c'è ottimismo sui contratti
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Proroga ata covid 2022: ecco perchè c’è ottimismo sui contratti

Sono in 30mila gli appartenenti all’organico covid Ata con il fiato sospeso in attesa di scoprire se per loro arriverà la proroga del contratto fino a giugno 2022. O se a fine dicembre scatterà il licenziamento per mancanza di fondi. Le speranze sono certamente aumentate negli ultimi giorni, da quando il governo ha annunciato di voler prorogare il contratto anche per i collaboratori scolastici e amministrativi, come già ufficializzato per i docenti. Ma la conferma ufficiale ancora non c’è.

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Risorse fino al 30 giugno

In questo senso gli appartenenti all’organico Covid possono contare sull’impegno in prima persona della sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, che qualche giorno fa durante un’interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati ha aperto a questa possibilità: “So, da donna di scuola, quanto sia importante il lavoro del personale tecnico-amministrativo. Tutte le iniziative per mettere in sicurezza le scuole non avrebbero prodotto i risultati che hanno prodotto senza il contributo del personale Ata. In Legge di Bilancio abbiamo rinnovato le risorse per i docenti fino al 30 giugno: ora è nostra volontà mettere in essere ulteriori iniziative per prorogare anche i contratti dell’organico Covid per gli Ata, prorogati attualmente fino al 31 dicembre, perché siamo coscienti che contribuiscono a garantire la sicurezza nelle scuole, molto importante in questo periodo”.

Alle parole della Floridia hanno fatto seguito quelle del ministro Bianchi, che nel corso di un incontro con i sindacati ha confermato una serie di misure in arrivo, tra le quali anche la proroga per tutti i contratti stipulati sull’organico Covid, personale Ata compreso.

Organico extra indispensabile

Se nei prossimi giorni arriverà la conferma ufficiale, vorrà dire che oltre ai 20mila docenti già confermati, ci sarà la proroga anche per 30mila collaboratori e addetti alla segreteria. Altrimenti avrebbero dovuto lasciare a metà il lavoro iniziato a settembre. Soprattutto, avrebbero lasciato scoperti molti posti indispensabili come e quanto quelli dei docenti per il corretto funzionamento del mondo della scuola. L’organico Covid è stato implementato già dallo scorso anno, quando i numeri furono addirittura superiori (25mila maestri e professori e 50mila collaboratori scolastici per tutto l’anno) ma superiore era anche la necessità in virtù di una pandemia che correva a velocità superiore a quella attuale, fortunatamente ancora sotto controllo.

Le necessità extra comunque non mancano nemmeno quest’anno: ingressi e uscite scaglionate, controllo del green pass, sanificazione degli ambienti, sostituzione degli assenti, rendono questo organico extra ancora indispensabile.

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