Abilitazione insegnamento: ripristino Pas e corsi di laurea quinquennali abilitanti
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Abilitazione insegnamento: ripristino Pas e corsi di laurea quinquennali abilitanti

Ammonta a circa un milione e mezzo di docenti l’esercito di aspiranti in attesa di abilitazione che popolano le Gps (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). Un contingente in attesa di stabilizzazione e di abilitazione, unica via d’uscita dal precariato storico. Che costituisce un problema a doppio senso: la scuola e i ragazzi non beneficiano certo della loro condizione, così come loro patiscono l’assenza di certezza e stabilità, sia lavorativa che economica.

Cosa significa abilitarsi

Ecco quindi che la partita che si gioca sul tema dell’abilitazione diventa fondamentale per dare un futuro agli insegnanti e alla stessa scuola. Abilitarsi significa anche ottenere una supplenza annuale. Un incarico comunque temporaneo, ma che almeno permette di iniziare e finire un percorso didattico in virtù del completamento del programma.

Da più parti si spinge affinchè la soluzione migliore nel breve periodo sia costituita dal ripristino di quello strumento, assente da ormai otto anni chiamato PAS (Percorsi Abilitanti Speciali). Parallelamente, diverse forze politiche stanno ipotizzando l’istituzione di corsi di laurea magistrale abilitanti per insegnare nelle scuole secondarie. Senza sottovalutare la possibilità di indire percorsi alternativi rendendo i 60 CFU abilitanti. Prenderebbero inevitabilmente il posto dei 24 CFU attuali.

Corsi di laurea quinquennali

Non è da escludere che si pensi a una abilitazione mediante i corsi di laurea quinquennali (3+2), con l’aggiunta dei 60 crediti abilitanti. La funzione di questi crediti sarebbe quella di integrare lezioni, laboratori e tirocinio come circolarità tra teoria, tecnica e azione pratica.

Bianchi ha lasciato intendere che la formazione futura dovrà essere affidata principalmente alle università. Lo scopo è scongiurare le abilitazioni facili all’estero, facendo perdere valore anche ai 24 CFU attualmente richiesti.

Sarà compito delle università gestire la formazione iniziale e l’abilitazione degli insegnanti. Poi la palla passerà al Ministero dell’istruzione che avrà il compito di organizzare i concorsi e l’anno di prova e formazione dei docenti assunti.

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