Concorso ordinario scuola: la clamorosa dimenticanza del Miur che non è sfuggita al Cspi
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Concorso ordinario scuola: la clamorosa dimenticanza del Miur che non è sfuggita al Cspi

Nel parere espresso dal Cspi in merito al decreto che regolamenterà i prossimi concorsi scuola ordinari, viene sottolineata una clamorosa dimenticanza relativa ai requisiti di accesso. Il Ministero, nel redigere il decreto che andrà poi in Gazzetta Ufficiale e che regolamenterà i concorsi ordinari, ha omesso un dettaglio che non è sfuggito però al Cspi.

La dimenticanza che riguarda gli Itp

“Si segnala che all’art. 3, comma 1, non è indicato che il personale ITP partecipa alle procedure in forza della deroga prevista dall’art. 22, comma 2, del D. Lgs.59/2017”. Ricordiamo che con ITP si fa riferimento agli insegnanti tecnico Pratici, un particolare profilo di docente che si distingue da quello solamente teorico per via delle sue competenze specifiche di tipo tecnico-pratiche. In altre parole, si fa riferimento a quegli insegnanti che svolgono le loro docenze all’interno dei laboratori degli istituti tecnici secondari.

L’art. 2 comma 2 del Decreto L.Vo 59/2017 afferma infatti “2. I requisiti di cui all’articolo 5, comma 2, sono richiesti per la partecipazione ai concorsi banditi successivamente all’anno scolastico 2024/2025. Sino ad allora, per i posti di insegnante tecnico pratico, rimangono fermi i requisiti previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19.”

Il ruolo del Cspi

Una dimenticanza che fortunatamente non è sfuggita al Cspi. D’altra parte, il canale della doppia verifica e il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione serve anche a questo: non solo a correggere nel merito alcuni aspetti dei decreti del Miur, ma anche a rilevare eventuali omissioni o dimenticanze. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione è organo di garanzia dell’unitarietà del sistema nazionale dell’istruzione. Ha compiti di supporto tecnico-scientifico per l’esercizio delle funzioni di governo nelle materie di “istruzione universitaria, ordinamenti scolastici, programmi scolastici, organizzazione generale dell’istruzione scolastica e stato giuridico del personale”. Una dimenticanza che il Ministero correggerà in fase di pubblicazione definitiva del decreto in Gazzetta ufficiale.

Novembre mese decisivo

Che dovrebbe arrivare a breve, se il Miur vorrà mantenere fede all’impegno preso di fare in modo che i nuovi concorsi ordinari abbiano cadenza annuale. Per far sì che questo accada, il concorso 2020, annunciato a più riprese come imminente ma ancora in stand by, dovrebbe essere a giorni formalizzato con il calendario delle prove in Gazzetta ufficiale, sperando che l’ultima proroga del 19 novembre per il censimento delle aule sia quella definitiva.

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