Docenti precari: ecco il calcolatore per scoprire a che risarcimento si ha diritto dallo Stato
Scuola

Rivoluzione per chi vuole diventare insegnante: 60 crediti universitari, tirocinio prima del concorso e fase transitoria

In attesa dei concorsi ordinari e di quello straordinario che sostanzialmente dovrebbero lasciare invariato il meccanismo attualmente in vigore (fatta eccezione per l’abolizione delle prova preselettiva che scompare), prende forma il nuovo sistema di abilitazione all’insegnamento, secondo la filosofia del ministero presieduto da Patrizio Bianchi.

60 crediti universitari

Cha ha già avuto modo di esporre per sommi capi le linee guida che governeranno il reclutamento docenti, con l’obiettivo di spingere sul tasto delle competenze e della formazione, in modo da innalzare il livello dei docenti italiani.

Una delle novità riguarda la necessità di acquisire 60 crediti universitari per partecipare ai prossimi concorsi. Non quelli 2021, ma quelli che dovrebbero essere banditi annualmente a partire dal 2022. Il nuovo Concorso sarà composto da una sola prova scritta, seguita poi dall’anno di formazione e prova. Ma non è escluso che si possa introdurre una fase transitoria per i precari.

Tirocinio prima del concorso

Secondo le anticipazioni in possesso di Orizzonte scuola, il nuovo modello di reclutamento è finalizzato ad aumentare la consapevolezza dei giovani universitari che intendono diventare insegnanti. Prima di partecipare ai concorsi bisognerà abilitarsi acquisendo 60 crediti universitari nel settore pedagogico. Di questi, 24 dovranno essere ottenuti tramite tirocinio. Insomma la formazione sul campo diventa di immediata importanza. Una volta ottenuti i 60 crediti, gli aspiranti docenti potranno accedere ad un concorso semplificato, con una sola prova scritta a risposte chiuse. Poi anno di formazione e prova, con valutazione finale ed eventuale conferma in ruolo.

Fase transitoria ancora possibile

Come detto non è escluso il ricorso a una fase transitoria finalizzata alla stabilizzazione dei precari composta da un’assunzione per titoli e servizio dei docenti con almeno tre anni di esperienza. Ma si tratta di ipotesi sule quali Governo, opposizioni e sindacati devono ancora sedersi e ragionare dettagliatamente. L’incombere dei concorsi ordinari e di quello straordinario, che il Governo vorrebbe attuare entro dicembre 2021, di certo non agevola la risoluzione della questione in tempi brevi.

Molto più probabile che, dopo l’attuazione dei bandi di concorso per queste tre procedure, si riesca a sedersi intorno a un tavolo per pianificare più dettagliatamente il futuro del reclutamento insegnanti. In questo senso probabile che se ne parli a metà dicembre, una volta archiviata l’indizione dei bandi in sospeso, per poi pianificare tutto con calma a gennaio 2022.

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