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Sciopero scuola novembre: a oltranza fino al 15, le conseguenze per chi partecipa

Novembre rischia di essere un mese contrassegnato dalla possibilità di numerosi scioperi, anche se sulla loro natura e legittimità i pareri sono molto controversi. In questo senso va registrato lo sciopero generale proclamato ad oltranza dalla Segreteria nazionale della Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali. Si tratta di un sciopero che la sigla sindacale ha proclamato lo scorso 29 ottobre 2021 “per tutti i settori pubblici e privati a oltranza dalle ore 00.01 dell’1° novembre alle ore 23.59 del 15 novembre 2021”.

Astensione non giustificata

Forse non tutti sanno che ogni sciopero, quando viene proclamato sul territorio nazionale, passa al vaglio della Commissione di Garanzia, che ha il compito di valutarne la legittimità. Ebbene in questo caso pare che lo sciopero non abbia superato l’esame della commissione, considerato che secondo la stessa, chi parteciperà allo sciopero dovrà essere consapevole che la sua assenza sarà ritenuta ingiustificata. Dunque nonostante lo sciopero sia un diritto tutelato dalla Costituzione, in questo caso lo sciopero non ha i canoni per essere considerato legittimo e tutelato. Lo stesso vale per chi ne prenderà parte.

Secondo la Commissione di garanzia, come scritto nella delibera 21/256, ci sono una serie di motivazioni ce impediscono di ritenere lo sciopero di novembre legittimo. I motivi sono da ricercare nella durata complessiva dell’astensione e la prevista modalità di partecipazione. Secondo la commissione, l’azione “risulta estranea alla stessa nozione di sciopero recepita dall’art. 40 della Costituzione, consolidata anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cassazione n.24653 del 3 dicembre 2015)” e che, pertanto, la stessa “viola, in forza della sua estensione temporale cumulativa, non solo i limiti esterni, quali dati dalla osservanza delle regole poste alla sua effettuazione con riguardo ai servizi pubblici essenziali, ma anche e prima di tutto i limiti interni attinenti alla sua riconducibilità alla nozione costituzionale”.

Fuori dalla competenza della commissione

Quindi secondo la commissione questo sciopero rappresenta una astensione dal lavoro non riconducibile alla nozione di sciopero. Per questo la Commissione di garanzia ha chiarito come questo tipo di astensione “fuoriesce dalla competenza della Commissione” deliberando che “non procederà ad esaminare questa terza proclamazione ed eventuali successive astensioni indette dalla Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali per le medesime motivazioni”.

La Commissione di garanzia ha infine deliberato che “conseguentemente, l’assenza dei lavoratori che aderiscano alla protesta deve ritenersi ingiustificata a tutti gli effetti di legge, con la possibilità, per le amministrazioni che erogano servizi pubblici essenziali, di attivare nei confronti dei lavoratori i rimedi sanzionatori per inadempimento, previsti dal diritto dei contratti”.

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