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Scuola

Percorsi di formazione abilitante: ci siamo, docenti precari incrociano le dita

Un percorso di abilitazione all’insegnamento potrebbe essere la soluzione, alternativa e parallela, ai concorsi scuola che per vari motivi non potranno essere sufficienti a risolvere il problema del precariato. Dell’argomento stanno dialogando intensamente Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università, con i sindacati sullo sfondo a fare da arbitri e garanti delle possibili soluzioni che verranno messe sul piatto.

Pas e specializzazione sostegno

Uno dei più convinti sostenitori della necessità di reintrodurre, dopo quasi un decennio, i Pas, è il senatore Mario Pittoni, Responsabile Dipartimento Istruzione Lega: “Su abilitazione all’insegnamento (PAS) e specializzazione sostegno, che sono percorsi accademici, è finalmente avviata l’interlocuzione tra i ministri dell’Istruzione e dell’Università. Fondamentale in questa fase il pressing su chiunque abbia voce in capitolo su tali questioni: dovrà disporre di tutti i dati utili per una valutazione corretta della situazione. Diamoci da fare e incrociamo le dita!”, ha scritto Pittoni.

Percorsi di formazione abilitante

Un tema di cui aveva parlato ance Manuela Pascarella, della Flc Cgil, in esclusiva a Os TV: “Il Ministro Bianchi ha aperto il confronto con la ministra Messa in merito alla definizione di possibili percorsi di formazione abilitante che potrebbero essere la chiave per trovare la soluzione al tema del precariato”.

Una abilitazione all’insegnamento strutturata in questo modo consentirebbe di colmare un vuoto normativo decennale. Costituirebbe una possibilità di reclutamento importante per tutti quei precari che sono intrappolati in un limbo che impedisce loro di abilitarsi a causa di percorsi dedicati. Una possibilità di abilitazione simile permetterebbe loro di ottenere la stabilizzazione, quella che è mancato finora. Basti pensare alle assunzioni recenti da Gps prima fascia, un fallimento di fatto a causa dell’impossibilità di adeguate immissioni in ruolo dalle classi comuni per via dei pochi aspiranti disponibili con abilitazione.

Soluzione transitoria

Ristrutturare i percorsi di abilitazione consentirebbe di scongiurare il continuare a formarsi del precariato nei prossimi anni. Dunque non solo concorsi scuola, anche annuali, come promesso dal Governo. Il futuro della lotta al precariato passa anche e soprattutto dai nuovi percorsi di abilitazione: “Lo ripetiamo da tempo – osservava pochi giorni fa il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi a proposito del prossimo concorso STEM – la scuola non ha alcun bisogno di concorsi di abilità. Per questo continueremo a rivendicare una soluzione transitoria che accompagni la situazione a regime, tutta ancora da definire: la soluzione al problema del precariato resta un nuovo sistema di reclutamento a regime che preveda formazione ed attività di tutoraggio e che preveda, in una fase transitoria la stabilizzazione, con concorsi per titoli e servizio, per tutti coloro che vantano un’esperienza lavorativa di almeno trentasei mesi con assunzioni a tempo indeterminato”.

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