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Abolizione green pass: presentato emendamento in Senato, decisione a breve

Un emendamento per l’abolizione del Green Pass è stato presentato alla prima Commissione Affari costituzionali, su cui il Senato si esprimerà a breve, probabilmente nei prossimi giorni, da parte di Anief. Il sindacato prosegue la sua battaglia contro quello che viene considerato uno strumento di discriminazione e paradossalmente un rischio per la salute e i contagi, perchè abbatte il distanziamento e la prudenza da parte di chi lo possiede.

Misura unica in tutta Europa

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega il motivo dell’emendamento presentato al Senato: “Stiamo parlando – ha detto il sindacalista – di un obbligo che in questo momento riguarda solo il nostro Paese, perché non esiste in nessun’altra parte del mondo, e che tra l’altro potrebbe essere anche controproducente laddove fa venire meno il rispetto delle norme di distanziamento tra i lavoratori, che invece diventano sempre più necessarie per evitare che le nove varianti del virus possano diffondersi come già è accaduto in Inghilterra”.

Il Green Pass costituisce poi un motivo di discriminazione sul posto di lavoro, soprattutto senza la decisione di introdurre “la gratuità dei tamponi per tutto il personale in quanto dispositivi di protezione, utili per fare lo screening ed evitare il rischio di contagio. Il tampone non deve essere vissuto come un ripiego ma come uno strumento, come tutti gli altri messi a disposizione dal datore di lavoro per evitare la diffusione del contagio”.

Tamponi meno invasivi

Pacifico spiega che “i tracciamenti possono avvenire attraverso dei tamponi meno invasivi: pensiamo a quelli salivari, utilizzati con frequenza da soggetti che non presentano patologie, anche avvalorati scientificamente come strumenti utili per evitare la diffusione del contagio”.

Ma gli emendamenti del sindacato non si fermano qui: altre richieste riguardano la validità della certificazione verde “in ogni caso garantita per l’intera giornata lavorativa”, sul lavoro agile da adottare per i dipendenti che risultino privi “della certificazione verde COVID-19 o della predetta certificazione al momento dell’accesso al luogo di lavoro”, sulla conferma in toto l’organico Covid 2020/21 e quindi sulla inopportuna cancellazione di oltre 30mila posti dell’organico dello scorso anno “in considerazione del perdurare della situazione di emergenza e della necessità dello sdoppiamento delle classi”.

Quando verrà tolto il Green Pass

Al momento non è prevista una fine della necessità di esibire il Green Pass per la scuola e i luoghi di lavoro, ma conferme non ufficiali assicurano che nel caso di raggiungimento del 90% della popolazione vaccinata, le restrizioni potranno essere lentamente eliminate. La prima potrebbe essere legata alla colorazione delle Regioni. Successivamente, si potrebbe passare all’eliminazione del Green Pass per ristoranti, scuola, luoghi di lavoro. Riservandolo solo agli eventi con eccessivo rischio di assembramento e difficoltà di garanzia di distanziamento come eventi sportivi e concerti.

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