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Commissione di garanzia sciopero 15 ottobre: chi partecipa commette un reato

Sta andando avanti il blocco del porto di Trieste proclamato dal sindacato Clpt, nonostante per la commissione di garanzia lo sciopero del 15 ottobre era considerato illegittimo. Lo sciopero non non è omogeneo, e infatti gli stessi promotori stanno lasciando libera scelta ai lavoratori di entrare o meno a lavoro: “La protesta proseguirà fino a quando il green pass non verrà eliminato”. Lo ha dichiarato a LaPresse il portavoce del Coordinamento lavoratori portuali di Trieste (Clpt), Stefano Puzzer. La manifestazione continuerà “sempre dando la possibilità ai lavoratori che vogliono entrare di farlo”, ha precisato Puzzer. “È una grande manifestazione per la libertà, pacifica, tutto sta andando per il meglio”.

Proroga Green Pass o sciopero

Il presidente della commissione Giuseppe Santoro Passarelli aveva dunque bocciato l’iniziativa di bloccare tutte le attività portuali dal 15 al 20 ottobre, sia per la vicinanza con lo sciopero dei giorni scorsi, sia per la durata eccessiva dello stesso. Ma le proteste a Trieste vanno avanti: i lavoratori si oppongono all’introduzione del green pass e ne chiedono la revoca assicurando lo sciopero ad oltranza fino a quando il Green Pass non verrà revocato. Il Clpt si è detto disposto a revocare il blocco in cambio dello slittamento di un mese dell’entrata in vigore del certificato, ma da parte del Governo non c’è stata alcuna proroga.

Commissione di garanzia sciopero 15 ottobre, c’è preoccupazione

Ma le proteste proseguono in tutta Italia. Tutti scioperi ritenuti illegittimi. La commissione di garanzia ha definito tutti gli «scioperi generali proclamati dalla federazione Italiana Sindacati intercategoriali», quindi anche a quello proclamato nel porto del capoluogo giuliano. «Con riferimento agli scioperi generali in oggetto – ecco il testo – rispetto ai quali la Commissione ha espresso una valutazione di illegittimità, si ritiene opportuno segnalare che le annunciate modalità di attuazione per la loro unicità… destano particolare preoccupazione per il possibile verificarsi, alla luce del delicato contesto sociale, di gravi comportamenti illeciti». A questo punto, come ha puntualizzato il prefetto di Trieste Valerio Valenti «Lo sciopero non è autorizzato, chi partecipa commette un reato».

Adesione libera

Lo sciopero è stato proclamato dal Clpt (Coordinamento lavoratori portuali Trieste), una sigla vicina all’Unione dei sindacati di base (Usb), nella quale si riconosce la maggioranza dei circa 900 lavoratori diretti dell’infrastruttura. Il 40% di questi lavoratori non si è ancora vaccinato, dunque per svolgere regolarmente le proprie mansioni deve sottoporsi a tampone ogni 48 ore, naturalmente a proprie spese.

In ogni caso il Clpt aveva rifiutato anche l’offerta di tamponi gratuiti proposta dal Viminale: «Siamo in dittatura, faremo comunque lo sciopero e vedremo chi vincerà» è la prima reazione di Stefano Puzzer, portavoce del coordinamento. Offrendo nel contempo il «ramoscello d’ulivo» della disponibilità a una trattativa. L’adesione allo sciopero e l’astensione del lavoro è libera: «Se qualcuno vuole andare a lavorare vada, non blocco nessuno. Ma penso che se domani diamo una dimostrazione che siamo compatti, diamo un segnale forte a tutti».

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