Supplenze docenti: i due motivi che stanno penalizzando i precari storici
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Supplenze docenti: i due motivi che stanno penalizzando i precari storici

Di fatto terminate le procedure di immissione in ruolo dei supplenti, si possono tirare definitivamente le somme sul funzionamento dell’algoritmo delle supplenze docenti annuali da GaE e GPS. Una informatizzazione delle nomine he sicuramente ha consentito una maggiore rapidità per quel che concerne le assegnazioni e lo snellimento delle procedure, ma che ha anche penalizzato, inevitabilmente alcuni docenti. Secondo i sindacati, a farne maggiormente le spese sono stati i precari con maggiore punteggio e che lavorano ancora con orari ridotti.

Le criticità maggiori dell’algoritmo

Secondo FLC CGIL, i maggiori problemi che si riscontrano alla luce dell’applicazione dell’informatizzazione nomine supplenze da parte dell’algoritmo si sono verificati nell’impossibilità di unire più spezzoni. Questo non ha consentito di raggiungere un numero di ore adeguato a garantire un salario dignitoso che consenta alle persone di vivere dignitosamente.

Altra criticità emersa nell’applicazione dell’algoritmo riguarda il sistema delle precedenze, gestito secondo i sindacati in maniera errata. Il risultato è stato che i docenti specializzati su sostegno sono stati scavalcati da colleghi privi di specializzazione.

Altro punto debole dell’algoritmo, la confusione tra riserve e precedenze. Il risultato è stato che il sistema non ha accantonato i posti per i riservisti, ma li ha assegnati con priorità assoluta.

Supplenze docenti, correzioni manuali degli uffici scolastici

Tutto ciò ha reso necessario un intervento manuale in alcune province da parte degli uffici scolastici provinciali. Ma non sempre è stato possibile, finendo così per penalizzare molti docenti precari che sono rimasti senza incarico pur avendone diritto.

Il caso più emblematico è quello in cui per alcune classi di concorso c’erano numerosi riservisti, che hanno avuto diritto alla riserva del posto e hanno anche scelto prioritariamente rispetto chi era prima di loro in graduatoria. I penalizzati sono stati i precari storici non hanno avuto la supplenza.

Più grande la provincia, maggiore la penalizzazione

Ma da cosa è dipeso questo concatenarsi di errori che ha portato alle penalizzazioni dei docenti precari che ricoprono le più alte posizioni delle graduatorie? Le anomalie sono avvenute nelle province più numerose, come Napoli, Milano, Roma. E’ qui che si segnalano il maggior numero di insegnanti rimasti senza incarico e poi scavalcati nei successivi turni di nomina da chi ha punteggi più bassi.

Il peccato originale è stato non rendere disponibili le sedi prima che molti docenti avessero inviato la domanda. Così facendo i docenti non conoscevano le tante sedi disponibili derivanti da rinunce non ricomprese nel pacchetto dei posti assegnabili. Altro elemento determinante, il non aver considerato che la mancata scelta anche di una sola sede disponibile nel proprio turno di nomina equivale a rinuncia all’incarico.

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