Bozza dpcm green pass pdf: gli obblighi dei lavoratori prima di entrare a lavoro
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Bozza dpcm green pass pdf: gli obblighi dei lavoratori prima di entrare a lavoro

E’ ufficialmente scattato il conto alla rovescia verso l’introduzione del contestatissimo Green Pass per i luoghi di lavoro. L’obbligo scatta dal prossimo venerdì 15 ottobre, quando tutti i lavoratori dovranno essere in possesso di certificazione verde per poter accedere e permanere nei luoghi di lavoro. Compito dei datori di lavoro sarà controllare che tutti i lavoratori siano in possesso del Green Pass. Ma attenzione, la bozza dpcm green pass pdf prevede obblighi anche per i lavoratori, che hanno l’obbligo da parte loro di comunicare che ne sono privi prima del loro ingresso in azienda: se non lo fanno o lo fanno successivamente diventano sanzionabili e non si tratterebbe più di assenza ingiustificata, ma di violazione alla normativa.

Controlli al 20%

Dunque non è tutto sulle spalle del datore di lavoro. Che certamente in prima istanza ha il dovere di accertarsi che i lavoratori abbiano il Green Pass. Ma va considerato che la bozza dpcm green pass pdf non obbliga il datore di lavoro a controllare il 100% dei lavoratori ogni giorno, ma solo il 20%. Ecco quindi che il restante carico di responsabilità grava sul lavoratore, che se trovato sprovvisto di Green Pass in caso di controlli esterni (e nel caso si accerti appartenga all’80% non controllato, dunque con datore in regola) diventerebbe l’unico responsabile della violazione della sanzione.

Il fatto che ci siano state vibranti proteste, con manifestazioni sfociate anche in episodi di violenza, non dovrebbe far cambiare di molto il nuovo Dpcm, che il premier Mario Draghi si appresta a firmare nelle prossime ore, rispetto alla bozza dpcm green pass pdf.

App sogei

Ora non resta che ufficializzare i software e le applicazioni necessari per la verifica del passaporto vaccinale ai tornelli e all’ingresso degli uffici. Il Governo sta collaborando con i tecnici della Sogei. Le applicazioni saranno frutto della collaborazione tra il Mef, il ministero della Salute, e il ministero per l’Innovazione tecnologica capitanato da Vittorio Colao.

Nella bozza dpcm green pass pdf è previsto che “il Ministero della salute rende disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità, descritte nell’allegato H, che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro”. Vale anche per gli italiani che si sono vaccinati all’estero. La lettura del Green pass per tutti i dipendenti, sia pubblici che privati, avverrà tramite sistemi open source e lettura del QR code.

Per gli statali c’è Noipa

Per quanto riguarda gli statali la verifica passerà per la piattaforma NoiPa. Per le amministrazioni più grandi, oltre mille dipendenti, sarà attivo un sistema per l’interoperabilità applicativa tra i loro server e quelli di Sogei. Si legge nella bozza che “Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi Covid19 da parte della piattaforma nazionale DGC i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni” necessarie per poter accedere al posto di lavoro in regola con quanto previsto dal governo nell’ultima stretta per estendere l’uso del green pass.

Leggi anche: Green pass obbligatorio: la norma è inapplicabile così come è scritta

Controlli non oltre prima di 48h

“Per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali, i soggetti preposti alla verifica” della certificazione verde “possono richiedere ai soggetti obbligati di rendere le comunicazioni” con “l’anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro”.

Al datore di lavoro “è fatto esplicito divieto di conservare il codice a barre bidimensionale (QR code) delle Certificazioni verdi COVID-19 sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle previste” dalla legge “in esito ai controlli”.

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