Green pass scuola, docenti: importante novità sulle mascherine
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Green pass scuola, docenti: importante novità sulle mascherine

Il decreto Green Pass scuola contiene una importante novità per quel che concerne l’uso delle mascherine in classe, rispetto all’anno scorso. Ricordiamo che il decreto vale fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza. Ma è lecito, purtroppo, ipotizzare che possa essere poi prorogato almeno fino alla fine dell’anno scolastico dal momento che è difficile ipotizzare che la pandemia possa scomparire insieme alla sua emergenza sanitaria da una settimana all’altra.

Prevenzione del Covid

Nel decreto è scritto che al fine di prevenire la diffusione del Covid, in tutte le scuole è obbligatorio l’utilizzo delle mascherine, fatta eccezione per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso delle mascherine e per lo svolgimento delle attività sportive.

La novità: mascherine per alcuni insegnanti

Fin qui tutto uguale allo scorso anno. Ciò che cambia rispetto all’anno scolastico terminato a giugno, è la fornitura mascherine per gli insegnanti dell’infanzia e coloro che svolgono servizio in classi con alunni esonerati dall’obbligo dell’utilizzo delle mascherine, utilizzano le FFp2 e Ffp3.

Questa la parte della legge che regolamenta la fattispecie:

«a-bis) sulla base della valutazione del rischio e al fine di prevenire la diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, al personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, dove sono presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, è assicurata la fornitura di mascherine di tipo FFP2 o FFP3, in ottemperanza a quanto disposto dai commi 4 e 4-bis dell’articolo 58 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106».

Green Pass da abolire

I sindacati, Anief in particolare si dicono ancora contrari all’obbligo del Green pass: “è stato commesso un errore che alla lunga non limiterà i contagi. Le azioni da attuare erano altre, come il mantenimento del distanziamento minimo tra alunni, questo sì obbligatorio, il dimezzamento degli alunni per classe, l’incremento degli spazi scolastici, l’aumento sostanziale degli organici del personale docente e Ata. Il fatto che vi siano oltre mille classi già in dad significa che la strada non è quella giusta, speriamo che con i fondi del Pnrr si riesca a rimediare”.

Il decreto prevede che nell’anno scolastico in corso, l’attività scolastica a e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado e universitaria sarà svolta in presenza. Dal 1° settembre il Green pass obbligatorio per “tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario; per gli studenti universitari”, sempre che seguano le lezioni in presenza; allievi delle “istituzioni di alta formazione musicale e coreutica; coloro che svolgono attività di altre istituzioni di alta formazione collegate all’università.

Errore strategico

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “mancano le condizioni per far tornare in classe 8 milioni di alunni per fare didattica è una missione impossibile da realizzare – sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché non vi sono le condizioni: nelle aule sono concentrati troppi alunni, peraltro in ambienti piccoli e senza aerazione meccanica. Gli stessi numeri, in decisa crescita di classi in quarantena, oltre 800 in pochi giorni, sono emblematici. Pensare che l’obbligo del Green Pass avrebbe potuto risolvere tutto è stato un errore strategico, le azioni da attuare erano altre”.

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