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Scuola

Anno di prova docenti 2021: le novità del concorso scuola

In vista dell’attuazione dei prossimi concorsi scuola, che nelle intenzioni del ministero dovrebbero prendere il via entro il 2021, particolare attenzione si sta riservando alle modalità di attuazione dell’anno di formazione e prova. In questo senso i sindacati stanno già spingendo affinchè il comitato di valutazione conti più del Dirigente.

Le novità

La richiesta è stata sollevata da Flc Cgil, dopo un incontro tra sindacati e Ministero dell’Istruzione. Un incontro propedeutico al mettere nero su bianco quelle che saranno le novità sull’anno di formazione e prova che i docenti assunti con i futuri concorsi scuola dovranno svolgere. Dal momento che nelle prossime settimane ci si aspetta i bandi di concorso per procedura ordinaria e straordinaria, è importante che si puntualizzino le modalità di conferma in ruolo e dunque del contratto a tempo indeterminato.

Il provvedimento è richiesto dal Decreto “sostegni bis”. Il senso è che ci sia coerenza con le riforme del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). I sindacati spingono affinchè sia posta particolare attenzione al periodo di formazione e prova del personale neo-assunto con i futuri concorsi. Per questo i sindacati stanno giocando d’anticipo per sottolineare le criticità che potrebbero venir fuori dalla regolamentazione del periodo di anno e prova.

Poche innovazioni, la protesta dei sindacati

Al momento le direttive contenute nel decreto ministeriale presentato sono in linea con quelle del DM 850/2015. E’ quello al momento in vigore. Il problema è che i sindacati si aspettavano qualche novità in più su questo fronte. Nessun percorso di ricerca azione. I sindacati rimproverano al ministero di aver perso una chance importante, considerato che è passato più di un anno dal bando originale dei concorsi, per innovare e rinnovare la scuola sul piano pedagogico e didattico, dal punto di vista del percorso di formazione dei docenti neo-assunti.

Le richieste di modifica fatte al Ministero dell’Istruzione:

  • l’opportunità di prevedere che il parere del Comitato di valutazione diventi più vincolante rispetto alla valutazione del Dirigente scolastico nel superamento del periodo di prova;
  • l’esigenza di uniformare la terminologia del decreto, che ricalca quella del 2015, rispetto alle evoluzioni del modello formativo registrate nelle note sull’anno di formazione e prova che si sono susseguite negli ultimi 7 anni: il dossier professionale invece del portfolio, i temi dei laboratori invece che le aree trasversali, il riferimento alle visite nelle scuole innovative, previste ormai da diversi anni.

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