Carlo Freccero Green Pass: è una patente per vivere, si propaga la paura
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Carlo Freccero Green Pass: è una patente per vivere, si propaga la paura

Uno dei più grandi detrattori del Green Pass è il noto dirigente televisivo Carlo Freccero. Nelle ultime ore, ospite su La7, ha avuto modo di ribadire ulteriormente la sua posizione sull’obbligo di certificazione verde, cui lui è contrario. E non potrebbe essere altrimenti considerato che è contrario anche al vaccino, cui non si è ancora sottoposto. Per Carlo Freccero Green Pass e vaccino sono strumenti di propaganda e di privazione della libertà.

Nessuno può essere discriminato

Freccero ha spiegato così la sua contrapposizione al Green Pass e a ciò che rappresenta e sta significando in termini di privazione di libertà e scelta individuale: “Rifiuto il Green pass perché credo che l’unica cosa che ancora mi sta guidando in questa complessità è la Costituzione: l’articolo 3 mi dice che non devo discriminare nessuno. Non voglio parlare di vaccino, non ho la competenza per parlare con i virologi, io ho parlato con i miei ‘medici di famiglia’ che mi hanno consigliato queste cose: Montanari, Tarro, Montagnier, con cui mi sono confrontato” ha detto Freccero.

Green Pass per riformare la Costituzione

Secondo Freccero la politica sta usando l’emergenza sanitaria come “scusa” per modificare e a volte calpestare una Costituzione che in molti avevano provato a toccare, senza successo: “Il Green Pass è il primo atto con cui si riforma una Costituzione che tutti hanno cercato di riformare senza riuscirci, e questa volta ci stanno riuscendo. Penso al referendum fallito di Renzi, ora finalmente con i dpcm e lo spostamento dalla politica alla biopolitica, cioè mettere sempre in primo piano l’emergenza sanitaria, sono riusciti a svuotare di senso la Costituzione. La nostra Carta è stata fatta da una moltitudine, non da una maggioranza; c’erano cattolici, liberali, comunisti” ha aggiunto.

Propaganda della paura

Il Green Pass dunque viene rifiutato da Freccero sia in quanto conseguenza del vaccino, cui non si vuole sottoporre, sia come simbolo di una imposizione frutto di una propaganda del terrore di cui il Governo in questi mesi di pandemia si è fatto portavoce, anche attraverso la televisione: “Il Green Pass è una patente per vivere, e nessuno che si possa stimare ha mai fatto una cosa del genere. E poi c’è da dire che nasconde altre cose: va visto proiettato nel futuro, molte volte si crede ragionevole un qualcosa che è stato imposto dalla propaganda. E credetemi, parlo da uomo di comunicazione, in questi mesi la propaganda è stata pesantissima, come ad esempio con la cerimonia quotidiana delle 18 in cui si scandivano i morti. Il Ministro della Sanità è diventato il ministro del Vaccino e non ha mai parlato di altre cure. La cura è stata dimenticata ed è stata propagata soltanto la paura, e attraverso quest’ultima si è imposta la sanità come elemento fondamentale che uccide qualsiasi altro ragionamento“.

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