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Scuola

Rinnovo contratto scuola, il paradosso: stipendi docenti anzichè aumentare diminuiscono

Il rinnovo contratto scuola è il prossimo tema sul quale il ministero dell’istruzione dovrà confrontarsi con i sindacati per dare risposte a una categoria che attende u adeguamento dei salari ormai da troppo tempo. Se è vero che il ministro Bianchi intende valorizzare al massimo il ruolo dell’insegnante, per restituire alla scuola italiana quella dignità perduta da tempo, il rinnovo contratto scuola diventa uno snodo fondamentale per dimostrare con i fatti che le necessità di questa categoria sono tenute in debito conto.

Stipendi docenti: aumentare diminuiscono

Il confronto poi con gli altri Paesi Ocse, secondo il rapporto ufficiale 2021, è impietoso, perchè gli stipendi docenti anzichè aumentare diminuiscono: a fronte di un aumento medio degli stipendi tabellari degli insegnanti con 15 anni di esperienza e con le qualifiche più diffuse del 2 % al 3 % ai livelli di istruzione primaria e secondaria di primo e secondo grado a indirizzo generale, in Italia si è registrato una riduzione del 5%.

I propositi di Bianchi per il rinnovo contratto scuola

In questo senso le dichiarazioni del ministro sono incoraggianti, ma non assicurano nulla nel breve periodo, cosa che preoccupa i sindacati. “Sto lavorando per raggiungere impegni importanti che riguardano il tema salariale, la formazione e la partecipazione”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi durante ‘Futura 2021’. Il ministro ha aggiunto: “Il Governo non solo soltanto io e questo riguarda appunto il Governo e le sedi appropriate”.

Al momento il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, prevedono un’immissione di liquidità pari a 1,7-1,8 miliardi, che consentirebbero un aumento di circa 87 euro di incremento medio loro mensile, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018.

Rinnovo contratto scuola: almeno 300€ al mese

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Non ci si può ripresentare con un aumento contrattuale attorno al 3,5%, come l’ultima volta. Il personale della scuola merita incrementi importanti, che portino le loro buste paga ai livelli europei e Ocse. Servono almeno 200 euro in più di media, ma siccome bisogna anche pensare al recupero dei sette punti percentuali persi per via dell’inflazione degli ultimi anni, riteniamo che l’obiettivo sia quello di arrivare ad un aumento di 300 euro netti. Per farlo, certamente, occorre mettere meno anche alle norme, che bloccano gli incrementi sopra una certa soglia. E ai finanziamenti, facendo capire al Mef che si tratta di un impegno non più procrastinabile. Sono parti essenziali che la nostra Confederazione porterà avanti nel confronto con l’Aran, per arrivare il prima possibile alla firma del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro di una categoria dimenticata per troppo tempo”.

Riduzione del 5% degli stipendi

Bianchi assicura di essere al lavoro per portare a casa un risultato concreto nel più breve tempo possibile: “Sto lavorando su questo – ha spiegato il professore Patrizio Bianchi – e mi sto facendo portatore della dignità di tutta la scuola. Dopodiché siamo perfettamente consci che la mia attività propria è l’atto di indirizzo, mentre la parte contrattuale deve coinvolgere il Governo nel suo insieme”.

Al momento però, secondo i fondi a disposizione, l’aumento di stipendio per il personale scolastico, che si allineerebbe a quello del comparto pubblico, non andrebbe oltre i 100 euro. 

4 commenti su “Rinnovo contratto scuola, il paradosso: stipendi docenti anzichè aumentare diminuiscono

  1. E’ ora che si sveglino i lavoratori della scuola,senza deleghe ai sindacati,in prima persona e senza aspettare che piova o dal cielo contratti buoni e giusti(quando mai?)

  2. E’ ora che si sveglino i lavoratori della scuola,senza deleghe ai sindacati,in prima persona e senza aspettare che piovano dal cielo contratti buoni e giusti(quando mai?)

  3. Forse affinché possa esserci un reale cambio di prospettiva dipenderà anche dagli insegnanti, dalla loro consapevolezza di dover smettere gli abiti di missionari e di rivestire quelli di cittadini che svolgono una funzione primaria per lo sviluppo del Paese, per rivendicare con forza la dovuta considerazione sociale e professionale. Sicuramente dipenderà anche da un diverso modello di rappresentanza dei propri bisogni e delle proprie istanze professionali!

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