Gran Bretagna, no ai vaccini under 16: infiammazioni cardiache, rischio da non correre
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Gran Bretagna, no ai vaccini under 16: infiammazioni cardiache, rischio da non correre

In Gran Bretagna sono molto più prudenti circa la possibilità di vaccinare al di sotto dei 16 anni. Mentre in Italia c’è da tempo il via libera per i ragazzi che abbiano compiuto almeno 12 anni, Oltremanica si è deciso di avere un approccio molto più prudente. Che in qualche modo stride con l’anticipo con cui invece Boris Johnson ha dato il via alla campagna di vaccinazione per tutta la popolazione lo scorso dicembre, con la scelta di immunizzare con Astrazeneca, monodose, la gran parte degli inglesi.

Poca uniformità a livello internazionale

Ma come mai il Regno Unito ha deciso di dire no alla vaccinazione dai 12 ai 15 anni, mentre in Italia, e non solo, c’è già il via libera. Questa poca uniformità a livello internazionale, se possibile, mina ancora di più le certezze di chi è dubbioso circa la possibilità di sottoporre a vaccino i propri figli, soprattutto i più piccoli. La Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI), la commissione indipendente del Regno Unito che si occupa di valutare e raccomandare i vaccini, si è espressa in modo negativo circa la possibilità di vaccinare contro il covid tutti i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. In Italia la decisione è stata diversa, e infatti si possono vaccinare tutte le persone dai 12 anni in su.

I motivi del no

Al momento, però la commissione ha ritenuto che i rischi per aver contratto il virus tra i 12 e i 15 anni sono minimi. Di conseguenza vaccinare tutta la popolazione sana di questa età darebbe benefici minimi. Di qui il parere negativo della commissione secondo cui ci sono motivi «insufficienti» per estendere la campagna di vaccinazione a tutti gli adolescenti.

A convincere la commissione, il fatto che sono stati riscontrati alcuni casi, anche se rarissimi, di infiammazioni cardiache dopo la somministrazione dei vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna tra gli adolescenti: 145 casi di miocardite e 138 di pericardite su 177 milioni di dosi somministrate per Pfizer-BioNTech, e 19 casi di ciascuna delle due infiammazioni su 20 milioni di dosi somministrate per Moderna. Di qui il ‘no’: per il momento non vale la pena rischiare.

A breve nuove decisioni

I ragazzi nel Regno Unito invece al momento possono essere sottoposti a vaccinazione unicamente se hanno compiuto 16 anni. Al di sotto di questa età, si riceve il vaccino unicamente se si soffre di particolari patologie. E’ stata questa la decisione del governo su raccomandazione del JVCI. Cosa che è arrivata comunque in ritardo, dunque con più prudenza, rispetto all’Italia dove le vaccinazioni ai ragazzi con più di 12 anni erano state aperte a inizio giugno, mentre il Regno Unito ha raccomandato la vaccinazione dei 16-17enni soltanto ad agosto.

In Gran Bretagna comunque si stanno ponendo il problema, e infatti il governo britannico è in attesa di un nuovo parere del JVCI, che sta per esprimersi sulla possibilità di estendere la vaccinazione ai ragazzi di età compresa fra 12 e 15 anni.

 

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