Niente Green Pass scuola a costo di perdere il lavoro: "Ingiusto, discriminatorio e illegittimo"
Scuola

Docente si licenzia dopo 17 anni pur di non vaccinarsi: “No ai ricatti sulla salute”

Sono circa 100mila i non vaccinati all’interno della categoria del personale scuola in Italia. Una percentuale inferiore al dieci per cento, che dimostra come in linea generale la riposta alle richieste del Governo sia stata buona. Percentuale destinata a scendere nelle prossime settimane, considerato che senza vaccino per avere il Green Pass che consente di svolgere la propria professione a scuola serve il tampone negativo ogni 48 ore.

Docente si licenzia pur di non vaccinarsi

Non farà parte della schiera di coloro i quali si sono convinti a vaccinarsi una docente originaria della provincia di Pordenone, contraria al vaccino anti Covid e al green pass. Talmente contraria che ha deciso di rinunciare alla cattedra e di licenziarsi dopo 17 anni di lavoro a scuola. Il tutto in nome della coerenza e della necessità di non scendere a compromessi, accettando quello che può essere definito un obbligo indiretto, vale a ire sottoporsi al vaccino per poter continuare a lavorare. Non ha nemmeno preso in considerazione la possibilità di effettuare tamponi ogni 48 ore per poter continuare a lavorare senza vaccinarsi. Francesca Del Santo, attivista e insegnante pordenonese, ha rinunciato al suo lavoro poiché contraria al Green pass sanitario nelle scuole.

“La coerenza è una virtù”

“La coerenza è una virtù” spiega l’insegnante che non accetta l’obbligo vaccinale e che ritiene il green pass una violazione della libertà personale di scegliere a quali farmaci e cure sottoporsi. La docente aveva chiesto già l’aspettativa dal servizio in cattedra, ma ora ha deciso di dire addio all’insegnamento. Era titolare di una cattedra di biologia presso un istituto scolastico di Sacile, in provincia di Pordenone. Non navigo nell’oro e non ho rendite. Mi mancheranno molto gli studenti ma la priorità è quella di una scelta etica. Credo fermamente che debba essere garantita la libertà di opinione e scelta”, ha raccontato al Messaggero Veneto.

“Non sopporto i ricatti sulla salute. Mi appello ai diritti della Costituzione e alla salute. Credo fermamente che debba essere garantita la libertà di opinione e scelta”, ha aggiunto. Insomma una scelta forte che testimonia come la questione relativa a vaccino e Green Pass vada molto oltre una semplice questione relativa alla salute, ma attiene alla sensazione di privazione di libertà di disporre della propria vita e del modo in cui curarsi ed assumere farmaci.

Nel frattempo questa sarà la settimana decisiva per la messa a punto della piattaforma digitale che consentirà alle scuole e ai dirigenti scolastici di accedere a un database riepilogativo della situazione vaccinale dei dipendenti, senza necessità di dover effettuare quotidianamente il controllo su tutti.

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