Green Pass: chi ha diritto all'esenzione dal vaccino e falsi miti da sfatare
Scuola

Green Pass scuola: niente tampone gratuito per i docenti no-vax

La buona notizia è che Ministero e sindacati hanno trovato un accordo sul piano di rientro a scuola di settembre. La cattiva notizia è che il Protocollo sicurezza delle scuole conferma la linea dura da parte del Governo nei confronti di chi non si vuole vaccinare. E quindi, al contrario di quanto era emerso in un primo momento, non ci sarà alcuna possibilità di usufruire dei tamponi gratuiti per i no vax.Green Pass scuola: niente tampone gratuito per i docenti no-vax

Vaccino o tampone a pagamento

Ricordiamo che per il personale docente e per i dipendenti della scuola, è previsto l’obbligo di esibizione del Green Pass o in alternativa la possibilità di esibire un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Cosa che aveva lasciato ben sperare circa la possibilità, da parte di chi voleva utilizzare questa seconda opzione, di usufruire di una corsia preferenziale che portasse a uno sconto sul tampone stesso, o addirittura alla possibilità di effettuarlo gratuitamente.

Emerge invece il tentativo del Governo di vaccinare quante più persone possibile nel mondo della scuola (e non solo). Per cui dà un lato c‘è il sì all’alternativa tampone, per rendere ‘non obbligatorio’ di fatto il vaccino. Ma nessun incentivo o aiuto in questo senso. Il tampone si paga. In ogni caso, la buona notizia è che sindacati e tecnici del ministero dell’Istruzione hanno trovato un accordo.

Interventi sulle classi pollaio

Circa la questione tamponi, il Ministero dell’Istruzione “precisa che nel Protocollo d’intesa siglato con le Organizzazioni sindacali, non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti no vax“. Agevolazioni invece proprio per chi deve e vuole mettersi in regola con il vaccino, considerato che “Il Protocollo prevede, invece, una corsia preferenziale per il personale che deve ancora vaccinarsi” e “un supporto ai più fragili, ovvero a chi non può vaccinarsi per particolari motivazioni che saranno ulteriormente indicate negli accordi con le Aziende Sanitarie Locali, in raccordo con il Ministero della Salute”.

L’elemento che ha consentito, più di altri, di raggiungere un’intesa tra sindacati e ministero, è stato il passo in avanti verso la risoluzione della questione legata alle classi pollaio. Ridurre il numero di alunni in quelle situazioni in cui il distanziamento è impossibile va di pari passo con la vaccinazione: “Per quanto riguarda il distanziamento, interveniamo dove ci sono le classi più numerose, che si concentrano soprattutto nelle scuole di secondo grado delle periferie urbane. Abbiamo risorse già stanziate per queste situazioni, fondi che ora distribuiremo rapidamente”.

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Questioni ancora aperte

Dunque alcune questioni risolte, altre no, e infatti non si escludono ulteriori incontri o il rischio di scioperi in concomitanza con l’inizio del prossimo anno scolastico, che ormai, dopo Ferragosto, diventerà un appuntamento sempre più vicino con cui dover fare i conti.

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