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Scuola

Green Pass scuola: tamponi gratuiti per insegnanti che non si vogliono vaccinare

Il Green Pass scuola continua a creare polemiche e malumori, ma soprattutto in certezze in virtù di una norma con pochi punti fermi (contestati) e molte incertezze. A ridosso di Ferragosto i lavori non si fermano e ci si avvicina alla definizione di un quadro leggermente più definito della situazione grazie al lavoro di mediazione che stanno attuando Ministero dell’Istruzione e sindacati.

Senza un accordo sul protocollo di sicurezza difficilmente si arriverà a una riapertura della scuola in serenità. I primi passi sono però stati fatti, con la firma apposta su una prima bozza di protocollo che costituisce un primo accordo faticosamente raggiunto tra le parti.Green Pass scuola: tamponi gratuiti, corsia preferenziale vaccini e sdoppiamento classi

Corsia preferenziale di vaccinazione

Secondo gli accorsi presi, i sindacati sono riusciti a ottenere dal ministero dell’Istruzione un impegno a chiedere al ministero Salute “di garantire una corsia preferenziale per la vaccinazione del personale scolastico, attraverso degli accessi prioritari, al fine di ampliare la platea dei vaccinati” e di “assicurare un costante rapporto con le istituzioni scolastiche finalizzato anche alle procedure di tampone preventivo e di contact tracing in caso di possibile contagio”.

Tamponi gratuiti?

Dunque un passo avanti del ministero, vero il mondo della scuola, che dovrà esibire necessariamente il Green Pass per accedere al proprio posto di lavoro, o in l’alternativa un tampone negativo delle ultime 48 ore. Proprio il tema dei tamponi è stato oggetto di discussione, in relazione ai costi che dovrebbero sostenere i docenti che non aderiscono alla campagna vaccinale. In questo senso, il ministero si è impegnato a fornire “tramite la Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie, assistenza amministrativa e contabile a tutte le istituzioni scolastiche sull’utilizzo delle risorse straordinarie erogate per finalità coerenti con la gestione della situazione straordinaria di emergenza sanitari”. Questo consentirà alle scuole di accordarsi con le Aziende Sanitarie Locali, per “utilizzare tali risorse per sostenere il costo necessario ad effettuare i tamponi diagnostici per il personale scolastico”.

Resta il dubbio: quanti docenti riusciranno a reggere il ritmo di un tampone ogni 48 ore da mostrare per dimostrare la propria negatività? Non ci saranno mai intoppi, ritardi nella ricezione dell’esito? Senza considerare il problema di un test comunque invasivo cui doversi sottoporre con frequenza. ALtro tema quello delle operazioni di verifica dei green pass del personale scolastico.

Sdoppiamento delle classi

I sindacati erano particolarmente agguerriti sul tema non risolto delle “classi pollaio”, vale a dire le classi con un numero elevato di alunni che impedisce il corretto distanziamento. In questo senso il Ministero si “impegna ad attivare immediatamente un piano sperimentale di intervento sulle istituzioni scolastiche che presentino classi particolarmente numerose, al fine di garantire da subito le condizioni di distanziamento interpersonale, mediante lo stanziamento di apposite risorse che consentano di porre in essere azioni mirate e specifiche (più docenti, più ATA, attenzione agli aspetti logistici e all’ampliamento dell’offerta formativa) in vista dell’intervento più organico, già programmato, che viene realizzato con le risorse del PNRR finalizzato al miglioramento dei parametri relativi”.

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Areazione degli ambienti

Per quel che riguarda la sicurezza degli ambienti, le scuole dovranno “garantire un buon ricambio dell’aria con mezzi naturali o meccanici in tutti gli ambienti”.

Per quel che riguarda l’accesso agli spazi “comuni deve essere disciplinato, con la previsione di una ventilazione adeguata dei locali, per un tempo limitato allo stretto necessario e con il mantenimento della distanza di sicurezza” e mediante “l’utilizzo dei locali adibiti a mensa scolastica è consentito nel rispetto delle ordinarie prescrizioni di igienizzazione personale e degli ambienti mensa e di distanziamento fisico, eventualmente prevedendo, ove necessario, anche l’erogazione dei pasti per fasce orarie differenziate”.

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