Obbligo vaccinale docenti: decisione questa settimana
Scuola

Ritorno a scuola: didattica a distanza e obbligo vaccinale, la responsabilità è del singolo

La sensazione di deja vu è forte, questa volta con l’aggravante di un precedente che viene ignorato. L’estate sta scorrendo via veloce e il prossimo anno scolastico, ancora relativamente lontano, si sta avvicinando. Ma nulla o quasi si sta facendo per evitare che il prossimo anno scolastico sia ancora caratterizzato dalla didattica a distanza. Un errore che sarebbe pagato a caro prezzo da insegnanti, famiglie e soprattutto studenti, e che sarebbe imperdonabile.Ritorno a scuola: didattica a distanza e obbligo vaccinale, la responsabilità è del singolo

L’ombra della Didattica a distanza

Il calo dei contagi, merito dei vaccini, dell’estate o forse di entrambe le cose, come sempre fa dimenticare velocemente da dove siamo venuti e dove probabilmente stiamo andando. La variante Delta, che già sta facendo rialzare il numero di contagi, è lì a ricordarcelo. La scuola sarebbe uno dei primi settori a essere penalizzato. Forse se ne parla meno perchè non ha un impatto diretto sull’economia. Forse perchè non si ha il coraggio di prendere decisioni drastiche.

Fatto sta che se i numeri dovessero procedere in questa direzione, ipotizzare un anno scolastico in presenza diventa difficile. E allora? E allora c’è chi ipotizza la necessità di obbligare alla vaccinazione tutti quegli insegnanti e collaboratori scolastici che ancora si dimostrano ‘freddi’ nei confronti del vaccino. Il calo dei contagi, l’età che spesso mette al riparo da conseguenze gravi del Covid e soprattutto la paura dettata dall’incertezza delle conseguenze dell’immunizzazione, stanno creando una situazione di stallo pericolosa.

200 mila lavoratori della scuola non immunizzati

Obbligare alla vaccinazione al momento è una extrema ratio che nessuno ha preso in considerazione. Ma ci possono essere conseguenze per chi decide di non sottoporsi all’immunizzazione: si resta a casa. Vale per gli insegnanti, potrebbe valere anche per gli alunni. E’ il prezzo da pagare per chi ancora non si fida della sicurezza dei vaccini. Va preservata la sicurezza comune, che al momento la variante Delta non garantisce. In questo senso il ministro Bianchi è stato netto, rivolgendosi ai 200 mila lavoratori della scuola non immunizzati: se ci sono ritardi, li colmeremo, se invece c’è la «volontà di non vaccinarsi, deve essere espressa in fronte al Paese perché tutti dobbiamo porci il problema della comunità».

La sensazione è che però ci si stia affidando alla responsabilità del singolo, ma di decisioni comuni dall’alto, per il momento, ancora nulla di concreto. Luglio è in corso, agosto volerà via in un attimo. E il risveglio a settembre, quando ormai probabilmente potrebbe essere troppo tardi per porre rimedio a una situazione già sfuggita di mano, potrebbe essere traumatico. Ma già visto un anno, fa, è questo non è perdonabile.

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