Obbligo vaccinale per insegnanti e personale: in 215mila dicono no
Scuola

Obbligo vaccino per insegnanti e personale scolastico: in 215mila dicono no

La campagna vaccinale procede bene, ma resta una buona fetta di popolazione che, a torto o a ragione, non è ancora convinta della sicurezza del vaccino. Tra queste persone rientrano anche docenti e personale scolastico. Che, per la natura del loro lavoro, hanno inevitabilmente un rischio più altro di ammalarsi e trasmettere il virus, essendo spesso a contatto con ragazzi e bambini in strutture che soprattutto in inverno limitano il ricircolo dell’aria.Obbligo vaccinale per insegnanti e personale: in 215mila dicono no

Tornare a scuola in sicurezza

Il nuovo anno scolastico si avvicina, e se non verrà messa in sicurezza questa fetta di popolazione e di forza lavoro, si potrebbe andare incontro a un autunno simile a quello passato, con tutto ciò che ne consegue per il mondo della scuola: scuole chiuse, didattica a distanza, insegnanti a casa. Proprio la fascia di popolazione dei cinquantenni sembra tra le più difficile da convincere a vaccinarsi. Tra questi, ci sono anche i 215 mila insegnanti e operatori scolastici che mancano a vaccinarsi per tornare a scuola in sicurezza.

Le ragioni del no

D’altra parte al momento è anche difficile dar loro torto: le scuole sono chiuse, il virus circola in maniera molto limitata e loro appartengono comunque a una fascia di età con basso rischio di ospedalizzazione e bassissimo rischio di gravi conseguenze, per non parlare di mortalità quasi nulla. Di contro, ci sono le mille incertezze sui vaccini e le loro conseguenze, possibili, a breve ma soprattutto a medio e lungo termine.

Il Governo, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, punta a vaccinare anche i ragazzi. Ma non sarà semplice convincere non tanto loro (vaccinarsi va di moda, soprattutto tra i più giovani) quanto i genitori. C’è anche chi ipotizza di far entrare a scuola solo chi è vaccinato. Una soluzione estrema che dovrebbe però arrivare solo dopo che si sono risolte altre criticità logistiche: tornare nelle classi con 25-30 alunni accalcati, ad esempio, non sarebbe il miglior viatico per contenere la diffusione del virus.

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