Bando straordinario infanzia: chi resta fuori e quando verrà pubblicato
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Bando straordinario infanzia: chi resta fuori e quando verrà pubblicato

Il bando per il nuovo concorso straordinario infanzia, ma anche primaria e secondaria, è sulla scrivania del ministro dell’istruzione. La possibilità che venga bandito a settembre si fanno sempre più concrete. La necessità di rispettare questa data, è costituita dal fatto che in questo modo, le prove si riuscirebbero a concludere entro giugno 2022.

Si tratta di un bando particolarmente atteso dai precari della scuola. Il primo requisito sarà il poter vantare 3 annualità di servizio statale. Servirà a dar vita a una graduatoria su base regionale da cui attingere successivamente a quelle già in vigore quando verrà pubblicata la graduatoria medesima.

Sarà costituita da prova orale e basta, incentrata sulla simulazione di una lezione e su alcune domande teoriche, senza alcun voto minimo.Bando straordinario infanzia: chi resta fuori e quando verrà pubblicato

Chi resta fuori dal bando

Non sono pochi i punti ancora da chiarire riguardo la nomenclatura di questo bando, che rischia di lasciare fuori alcune categorie di precari e che soprattutto non risolverà l’annosa questione di ritrovarsi a lavorare lontano da casa, per almeno un triennio. Non poco. Il fatto che da questo concorso resterebbero esclusi i leFP, gli insegnanti con servizio nelle scuole paritarie e chi, al momento del bando, non è in possesso dei 3 anni di servizio statale, ha già messo sul piede di guerra sindacati e partiti di opposizione.

Pd e Lega quasi d’accordo

Il Pd, che sta puntando a una riforma sullo stile della Buona Scuola di Renzi, punterebbe a ridurre il requisito del servizio a un solo anno. La Lega, addirittura, punta all’eliminazione totale del requisito. Una questione che difficilmente verrà risolta in tempi brevi, e che rischia di far slittare la pubblicazione del bando. Una partita importante sula quale si gioca la credibilità del nuovo governo, che sta facendo della stabilizzazione dei precari e della continuità didattica da garantire ad alunni e insegnanti un caposaldo del rilancio del nostro Paese dopo la pandemia.

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