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Scuola

Mini lockdown nelle scuole: lo scenario diventa inquietante

Mini lockdown nelle scuole: lo scenario diventa inquietante

L’aumento del numero di contagi che sta per portare a nuove misure restrittive potrebbe interessare da vicino, a breve, anche la scuola. Partendo dal presupposto che proprio l’istruzione resta una priorità da assicurare da parte del governo, anche a discapito di altri settori della vita sociale ed economica italiana che potrebbero pagare dazio, qualcosa potrebbe avvenire anche nei nostri istituti scolastici.

La priorità è portare avanti le lezioni e terminare l’anno scolastico, iniziato da poche settimane, ma già gravato di molte difficoltà. Tra scuole senza docenti, con supplenti che latitano e banchi monoposto solo promessi ma ancora non pervenuti, l’Associazione nazionale dei presidi ha chiesto alla ministra Lucia Azzolina di convocare con urgenza il Tavolo nazionale permanente, previsto dal protocollo di sicurezza per la riapertura delle scuole.

Da discutere, tra le tante criticità, anche dei difficili rapporti con le Asl per gli avvisi alle famiglie su un’eventuale quarantena.

La strategia da seguire è quella di arrivare in tempo con il tracciamento. La sfida è mantenere le lezioni attive, considerato che qualcosa come 130 istituti hanno già dovuto chiudere le classi e spostare la didattica online.

La didattica a distanza non piace a nessuno, ma le Asl spesso devono prendere questa decisione. Oggi i ministri Azzolina e Speranza incontreranno gli esperti dell’Istituto superiore di sanità per analizzare i dati raccolti e capire se serve un nuovo mini lockdown.

L’ipotesi al vaglio è quella di effettuare metà lezioni a distanza e metà in classe. La soglia di emergenza è quella di 3.000-4.000 nuovi casi al giorno. In quel caso, continuare con le lezioni in presenza sarà difficile.

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