Scuola, esonero sarà più difficile per i “lavoratori fragili”

A breve la prima campanella suonerà e con essa inizierà il carrozzone di dubbi e incertezze che accompagnano il rientro a scuola ai tempi del Covid. L’emergenze pratica più stringente riguarda i cosiddetti «lavoratori fragili» che potrebbero chiedere in massa l’esonero dal rientrare in servizio.

In Veneto è già boom tra docenti e personale Ata, ma la sensazione è che a macchia d’olio la situazione possa riguardare a breve tutta la Penisola. Coloro che possono chiedere l’esonero dalle lezioni in presenza a causa di malattie e età avanzata sono tanti, considerato che quasi la metà dei docenti ha più di 55 anni. E così a breve potrebbe arrivare congiuntamente dai ministeri dell’Istruzione, della Salute e della Pubblica Amministrazione una circolare che dia un giro di vite alla possibilità di richiedere l’esonero.

L’ultima parola spetterà in ogni caso al medico della Asl o il servizio dell’Inail, ma la sensazione è comunque che il caos non tarderà a manifestarsi. Nel frattempo si va verso la possibilità che il docente possa togliere la mascherina mentre spiega, considerato che le cattedre dovrebbero essere posizionate a due metri almeno dai ragazzi della prima fila. I docenti potrebbero anche indossare mascherine trasparenti per consentire ai ragazzi di ascoltare anche leggendo il labiale e comunque di poter apprezzare meglio le espressioni del viso dei docenti.

Niente mascherina per i ragazzi quando saranno seduti al banco, considerato che se saranno rispettate le regole, saranno tutti a distanza di sicurezza meno dall’altro. Dovranno indossarla invece quando si alzeranno per uscire o per andare in bagno.

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