Posta foto ambigua con una collega: massacrano di botte i colleghi

Questo è il momento in cui un petroliere arabo insanguinato urla di terrore mentre viene picchiato da una folla kazaka indignata per una foto equivoca di una donna con un suo collega.

Secondo i media locali, oltre 40 lavoratori provenienti da paesi arabi come la Palestina, la Giordania e il Libano sono stati presi di mira da colleghi kazaki dopo che l’appaltatore libanese Elie Daoud ha pubblicato una foto della donna locale.

Nella foto, Daoud usa l’antenna del suo walkie-talkie per far sembrare che una donna kazaka la stia succhiando.

I lavoratori locali nel campo al di fuori della città occidentale del Kazakhistan di Atyrau rimasti indignati dopo che lo scatto è stato condiviso su WhatsApp hanno attaccato casualmente lavoratori arabi migranti.

Le ambasciate palestinese, giordana e libanese hanno invitato le autorità kazake ad agire, secondo i media locali, in seguito alle violenze.

I rapporti dicono anche che ci sono state tensioni tra lavoratori locali e stranieri a causa delle disuguaglianze nelle condizioni di lavoro nel settore petrolifero.

La società Tengizchevroil, che fa parte di una joint venture tra cui Chevron ed ExxonMobil, ha trasferito i suoi lavoratori arabi ad Atyrau, a cinque ore dal giacimento petrolifero, secondo i media locali.

Funzionari stranieri libanesi hanno poi annunciato che un totale di 150 cittadini stavano facendo i documenti per lasciare il paese a causa delle violenze.

Nel frattempo, Daoud ha poi pubblicato un video scusandosi in inglese con il popolo kazako.

Nella clip, in cui sembra visibilmente scioccato, dice: “Amici kazakhi e gente kazaka, vi mando il video per scusarmi su due punti diversi.

“Primo punto, mi scuso per la foto perché l’ho scattata con una collega e non ho fatto niente di male o non significava niente di male ed eravamo solo colleghi al lavoro.

“Secondo punto, mi scuso con tutti i kazaki. Ho vissuto e lavorato tra di voi per due anni. Ed è stato un piacere lavorare in Kazakistan e non volevo che si raggiungesse tale punto.

Non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità kazake e non sono stati segnalati arresti.

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