Nobel per la pace a Salvini: ecco perchè se lo merita

La provocazione era partita dalla Germania: la vicepresidente dell’Afd ha lanciato ieri la candidatura di Matteo Salvini al Nobel per la pace. Secondo il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon intervistato a Circo Massimo, su Radio Capital, lo meriterebbe: “Penso proprio di sì, sta cercando di difendere gli interessi del proprio Paese, usa parole che usavano anche i grandi personaggi religiosi come Giovanni Paolo II. Penso proprio che potrebbe rientrarci. Perché no?”, ha detto .

Queste le motivazioni addotte da Alternative für Deutschland: “Come ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini ha apportato un grande contributo alla sicurezza e alla stabilità dell’Europa. Con la chiusura dei confini italiani, ha contrastato con successo l’immigrazione illegale verso l’Europa e l’azione degli scafisti e ha mostrato cosa possono fare le politiche oneste e determinate. Nessuna persona annegherà più nel Mediterraneo, quando il business dei profughi con le sue navi non avrà più la possibilità di continuare il suo lavoro sporco. Io propongo Matteo Salvini per il premio Nobel per la Pace, per la sua politica esemplare in materia di stabilità in Europa che ha portato la salvezza per migliaia di persone; un esempio che gli altri dovrebbero seguire”.


Durigon poi ha commentato le dichiarazioni di Matteo Salvini, che ha minacciato di lasciare se il governo non acconsente ad abbassare le tasse: “Noi siamo per la flat tax, abbiamo sempre detto che per noi uno shock finanziario è determinante per rilanciare l’economia”, “la flat tax è uno dei punti più importanti del nostro programma, è fondamentale per il prosieguo non solo del governo ma anche di qualsiasi cosa si voglia fare in Italia”. Per farla, Salvini parla di dieci miliardi di tagli, proprio la copertura degli 80 euro. La misura renziana verrà abolita? “Non toglieremo gli 80 euro: avranno la stessa agevolazione all’interno di una rivisitazione fiscale. Non togliamo ma riposizioniamo quelle cifre”, ha spiegato Durigon, “Stiamo valutando, è normale che quando si mette un’aliquota al 15 o al 20 ci sia una rivisitazione del sistema fiscale”.

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