Pensioni quota 100 ultimissime news: come funziona

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C’è grande attesa per le Pensioni quota 100 che il Governo vuole varare per risolvere almeno parzialmente il problema di molti lavoratori. Una misura che interessa qualcosa come il 34% degli italiani, secondo un recente sondaggio.







Ma c’è ancora da definire alcuni paletti del funzionamento della quota 100, e soprattutto come saranno trovate le risorse per finanziarla.

La combinazione di cui si parla con maggiore frequenza è quella dei 62 anni di età e 38 anni di contribuzione, ma esistono varianti che consentirebbero anche di andare in pensione con 37 e addirittura 36 anni di contribuzione, ovviamente sempre raggiungendo quota 100. In questi casi, l’età anagrafica salirebbe a 63 e 64 anni, cioè tre o quattro in meno rispetto all’età minima prevista attualmente per accedere all’assegno di quiescenza.

E’ proprio su quest’ultimo aspetto che si rincorrono alcune ipotesi. Come spiega Enrico Marro sul Corriere della Sera, “per tagliare il costo di «quota cento» prevede che la pensione anticipata venga calcolata col meno vantaggioso metodo contributivo per tutti i versamenti successivi al 1995, quando fu appunto introdotto il nuovo sistema. In questo modo l’importo della pensione si ridurrebbe, secondo i casi, anche del 10-15%. Si prevede inoltre di poter conteggiare non più di due anni di contributi figurativi“.

Il problema è infatti sempre quello delle coperture che Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio, vorrebbe risolvere aumentando il deficit sulla produzione della ricchezza (Pil) esattamente come ha fatto la Francia che però ha un debito pubblico più basso dell’Italia.

Infatti in Finanziaria dovranno esserci altri soldi anche per rendere possibile la flat tax e il reddito di cittadinanza. Ecco perché allo studio della controriforma Fornero ci sono tutte le variabili per rendere meno oneroso per lo Stato il meccanismo di quota 100.

Come spiega ancora Enrico Marro, “Oltre al calcolo contributivo dal 1996, ci sono due nuove ipotesi dei tecnici per ridurre il costo di «quota cento». La prima prevede una penalizzazione temporanea, cioè un taglio di 1-1,5 punti percentuali della pensione per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Per esempio, uscendo dal lavoro a 62 anni, l’assegno sarebbe tagliato fra il 5 e il 7,5%. Ma questa penalizzazione verrebbe tolta al raggiungimento dei 67 anni, quando scatterebbe la pensione piena. La seconda ipotesi prevede invece un taglio permanente, ma in questo caso la penalizzazione sarebbe più bassa: i tecnici della Lega parlano di mezzo punto per ogni anno di anticipo, ma potrebbe essere anche un punto. In ogni caso, le penalizzazioni alleggerirebbero la pensione meno del calcolo contributivo“.







orizzontescuola.it

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