Diplomati magistrale: Miur diffidato, ora graduatoria riservata, anno di prova equivalente al concorso, o corso–concorso riparatore

Buone notizie per chi è in possesso del diploma magistrale abilitante: il Consiglio di Stato, con sentenza n. 1931 ha accolto il ricorso in appello dello Snadir, affermando la giurisdizione del Giudice amministrativo, rimettendo la causa al Tar del Lazio per riesaminare le ragioni, nel merito, non affrontate dai citati giudici.

Il Tar del Lazio aveva illegittimamente statuito la propria incompetenza a decidere sulla specifica questione.

E’ bene specificare che si tratta di una sentenza chd non ha affrontato il merito delle richieste dei diplomati magistrali dopo la decisione dell’Adunanza Plenaria. Allo stesso tempo, però, è una sentenza che lascia aperto uno spiraglio sulla vicenda.







A questo punto anche lo Snadir chiederà al Tar del Lazio di rimettere la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Non facile nemmeno la situazione dei precari storici, vincitori di concorso e laureati in Scienze della Formazione Primaria. Per loro è stato necessario arrivare a diffidare il Miur, gli Usr e gli Uffici Scolastici Territoriali “dal continuare a mantenere inseriti nelle GaE e nella prima fascia delle graduatorie d’istituto i meri diplomati magistrali”.

Inoltre i legali hanno annunciato anche di avere messo “in mora i dirigenti dei predetti Uffici Scolastici per i danni sinora causati ai precari storici, ai vincitori di concorso e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria, avvertendo l’Amministrazione che anche per i danni emergenti non si esclude di notiziare la Corte dei Conti attraverso l’inoltro di un’apposita relazione dettagliata”.

E il Miur? Pare abbia “confermato che la persistenza dei diplomati magistrale nelle GaE dipende esclusivamente dall’esecuzione di ordinanze cautelari” favorevoli ai maestri con diploma magistrale, ma che è volontà certa del Ministero di procedere alla loro immediata cancellazione appena dette ordinanze verranno sovvertite”.

“Nella risposta fornita dall’Amministrazione scolastica si evince chiaramente anche la volontà del Ministero di non voler interferire affatto con il lavoro dell’Avvocatura dello Stato, anzi chiarendo che la difesa Erariale ha uno specifico onere d’impugnare detti provvedimenti cautelari”.

“La risposta ufficiale del Ministero – continuano Gabrieli e Ficarelli – ovviamente, smentisce anche le fantasiose voci che alcuni DM avevano fatto circolare inutilmente in rete nei giorni scorsi. D’altro canto, il MIUR non poteva certamente trascurare il fatto che l’illogicità d’inserire un mero DM nelle GaE stesse danneggiando tutti i precari storici, tutti i vincitori di concorso e tutti i laureati” in Scienze della formazione primaria.

Gli avvocati hanno inoltre comunicato di avere incaricato “i propri consulenti tecnici per quantificare il danno erariale sinora causato dall’inserimento dei diplomati magistrale nelle graduatorie ad esaurimento, attendendo per i prossimi giorni di conoscere la precisa quantificazione che già si approssima essere di oltre un miliardo di euro. Cifra che – concludono – incrementerebbe in caso di assurde sanatorie politiche, destinate a generare contenziosi e risarcimenti colossali”.

A questo punto una soluzione sarebbe ricorrere a una graduatoria ad hoc riservata, all’anno di prova equivalente al concorso, o a un corso–concorso riparatore. L’ipotesi più temuta sarebbe l’applicazione del parere dell’adunanza plenaria, che li escluderebbe dalle GaE.

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